Almanacco italiano : piccola enciclopedia popolare della vita pratica - 1917

-· 451 - mente che l' g,:Asenia italiana· sarebbe Vennero ainché ..,.;;. rarissimi ..;... rti · stata, una diserzione inoonoepibile.(l) g·lorno pieno ma· la prova non fu felfoe E uno di loro nii disse : Ils espe- e non lçt, riti~ntaron<> più. Si è che V e-· t·~~e~td:'.a.i,oir ça, .. 111 Sèntiv,a egli, come · ne~i~ èx-a· già,:J'.>r'oit~a a riceverli fin 'dt.1illa nQf;sent1ain10, che allo stesso modo che prima alba ·di guerra· e quando la notte certe .industrie sono innaturaili ad un del 22 m,e,ggio il prinio stormo di bompopolo, così ad un altro popolo è inna- bardi-eri alati venne ~u S. Marco a ron• turale il possesso di certe bellezze e di zare, il Leone aveva già chiuso il suo certe grandezze che esso non sa nè co- libro santo e impugnata la spada legstruire n~ intendere nè a,1nare. E che w~ndaria. Aveyano ,ali i nemici ma ùi1' unico modo che menticàvano ,che ::!~r1~~ èdi 4::l?~. r;~ ~ ··-:···· -~·,,·:·~~~-~--'.~---:·.~·--~ .. ~ . ..".·... -11. t:! ~ 1ti::~~iI~ di· distrugg-erie. ·· .', .. · . N<:>µ se ne' erano Hanno distrutto · i: ·., .• • mai accorti e-issi S,1int-Ron1baut · e " che· ne subivano lcHallesdiYprt>f?, 1 ~:· • ogni -giorno lo hanno s;figura,to la, [.-~_.;·, · '-:; -~, j s g u al' do, fia,:q1c atte dr.ale di t 1 1ncggiantenell'atReims, disti·u~:-- p :· ~, tesa, dalle colongeranno certo il i' ne, dai portali, Beffrof di 13ru- l dalle chiese, dai ges, Sainte .Gndu;,. . n1 unici pii delle le, tutto ciò che cento citta-dcllc nella fa,tale riti- d'Italia tenute - rata sul Reno ca- sull' altra riva - piranno di non in_ s·chiavitù 1 riayere più mai:· · E il Leone era, hanno ten-tato così pronto alla difmrn, di distruggere V e- e alla offesa. nez1~. Non hanno avu- ·: to l' agio d_i piazzarle contro· le grosse artiglieriy Difesa statica che decapi~arorio ·e difesa dinan1iea. il corteo delle-vcr- · Maurizio Bargini e d.ei san.tt· di rès. · era arrivu,to Reims, non hanno un poco ansioso in potuto eospargere Piazza S. :Marco. di petrolio le sue Aveva temuto porte sante, i snoi Il ca,p. De Challouges comanò .. la srimtdriglin. che, per non clnr palazzi superbi co- aviatori francesi (a destra) e il sott. Ezl1• M. motivo di gioia. me haI;lno fatto a, Gray comandante di una stazioue autiaereà. sozza ai nen1ici, Lovani·o con la Venezia avesse triste menzogna della provocazione cit- · nascosto qualche treinenda ferita, qua.ltadina. che irrepai'abile strazio. Sapeva del crol1o I~anno dovuto limitarsi - i servitori irreparabile agli Scalzi (24 òttobre 1915); austriaci del sire tedesco - a piombarle. ebbe paura di apprendere di più. Si rassopra d.i notte, navigando fra nuvola e sicnrç> ~1,1uito:Venezia sorrideva intatta nuvola col favore del plenilmiio che all'artista çhe l'aveva tanto amata. acceca i proiettori a difesa oppure nel- Certo, Venezia è tale città di eccc1' alba qua.nùo la foschia invernale fa- zione che qualunque. colpo le sia sferscia tutta la città dal basso n1a le cu- rato può discastonarne una gemma, e· spidi dei campanili ne emergono come sé ti dicessero di scegliere ciò che fosRe gui9-a ai pira.ti -dell' aria. necessario sacrificare non soffriresti mi- (1) La squadri~lin, degli aviatori france,-i conrn.nùa.t,a (lal ca,pit,tLno .De Challouges rivaleggiò con le sqtutùrig-lie nostrt-\ di anda,cia e di attività aerea, accomp~µ:nnudo spesso i nostri uei fortunosi. raid::i snlle c·oste ist,ri:rne e triestine e iu uno <li essi ebl>e umt morte gloJtosa il ba.roue Roulier tenente cli va,scello: BibliotecaGino·Bianco nore angoscia che la vera :i;na<he·•dinanzi a Salon1one. l\ia i 1nonunienti 1na.ggiori - quelli che segnano conie pie.tre miliari il grande ca1nn;iino di Venezia nei secoli - la sua fortuna marinara e la sua sasgezza politica, han~9

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