- 415 - pano molte altr·e secondarie, come la brillatura del ris~, la macinazione del sale, la raffineria dello zucchero, la torrefazione del caffè, la segheria, la fabbrica dell' amido e della fecula. ·Jn pieno sviluppo. Finita nel 1908 la crisi che il Brasile aveva attraversato particolarmente per l' invilimento del prezzo del caffè, la Casa Matarazzo aumenta a dismisura le sue importazioni, le produzioni delle sue industrie, e ne impianta delle nuove: così il mulino, che nell' inizio macinava mille sacchi di frumento al giorno, ne macina, 6000 nel 1912: il cotonificio da 5000 fusi e 200 telai arriva a 60,000 fusi e 1800 telai; incomincia a funzionare la fabbrica di tessuti stampati: i franto i producono 2000 quintali di olio al mese e la produzione dei grassi in.dustriali sale a quaranta tonnellate al giorno. procura l'amicizia dei buoni e degli intelligenti, e alle volte non isdegna associare ali' opera sua propria personale quella degli altri. Di evoluzione in evoluzione diventa industriale, banchiere, armatore, ft;l,cendo pure una puntarella in campagna, dove coltiva radici e tuberi per la lavorazione dell'amido e della fecula. L'organizzazione dei suoi stabilimenti è meravigliosa per la perfezione dei macchinari, per l'abilità del personale tecnico, che h·a associato con liberali concessioni nei guadagni. L' operaio è ben pagato, non lo si sforza, e può contare sull'animo buono e la gentile educazione del padrone, che assicurano la giusta distribuzione fiei benefici fra capitale e lavoro. A tutte queste industrie necessitano 220 mila tonnellate di materia prima e impiegano 5000 operai. Il giro degli affari, che era nel 1907 di 30 milioni, monta nel 1912 a 140. Ad una prirr1a succursale a Rosario si agCav. Uff. ERMELINO MATA.RAZZO. Come privato cittadino, Francesco Matarazzo è presto descritto: tutto per la famiglia e sempre primo nelle opere patriottiche e di beneficenza. t membro di molte Società e di tutte le commissioni che ebbero per scopo promuovere il commercio, l' istruzione, la beneficenza e il credito. A tutte contribuì con la borsa, e a molte anche col lavoro. L' Ospedale Italiano ~ Umberto I» l'ebbe presidente perparecchiotempo, e la sua amministragiungono quelle di Buenos Aires, Rio de Janeiro, Santos, Curi ti ba ed Antonina. L'industriale e il cittadino. Nei commerci come nell' industria, nei grandi come nei piccoli affari, Francesco Matarazzo ha portato sempre un'at- :tività senza pari, una organizzazione perfetta del lavoro, 1' impero della volontà che non si spossa. Comme-rciante, tiene molto ali' onestà e allo scrupoloso adempimento della parola e degli impegni: calcolatore, avvezzo alla disamina minuta dei singoli elementi, non si lascia sorprendere dagli eventi e s.egu·e passo a passo le circostanze, quando derogano dalla serie dei fenomeni usuali. Non cerca alleati e compagni, ma Biblioteca Gino Bianco zione fu ritenuta esemplare. Per tempo tutte le mattine era alla casa dei malati, ispezionava le corsie, la farmacia, la cucina, seguiva l' andamento dei servizi, interrogava le suore, i medici, gl' infei·mi, provvedeva ai bisogni; e non rare volte, dopo aver vuotato le scarselle, andava via per ricominciare l'indomani. , Una di quelle improvvise tempeste, solite a scatenarsi nella Colonia, per un nonnulla, l' indignò ; si dimise e ·fu un danno. Ma se abbandonò la carica non sospese le elargizioni, e l' anno scorso offrì la somma necessaria per edificare ed addobbare il padiglione destinato a casa di salute; più che un padiglione, un palazzo addirittura, la cui costruzione è in corso, e la spesa prevista in 400 mila lire sorpasserà certamente le 600 mila. Presidente della commissione per la -1:'accolta dei soccorsi ai danneggiati del terremoto delle Calabrie, per
RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==