-· 391 - Corpo d'Armata di Palernio: Ca- stelfranco a Finalm:uina - che ginclicò r1m, :Monreale, Terrasini, Cefalù, Mar- -« sotto. tutti i rapporti; nn deposito mvsala, Noto, lVIilazzo, Adernò, Catania, dello-», nel quale si dava anche a.i pr1Trapani. gi.ouieri -« caffè e latte tutte le mattine~; Quasi. tutti questi campi furono vi-' ed a1la caser:ma dei bersaglieri Lan1a.rsi.tati dal prof. D'Espine, dclrga.to del 1nora di Taggia ove i prigionieri -« non Comitato Intcrnazionn,1e della Croce forn1ularono alcun reclamo~. Rossa nell' ottohre del 1915; ùai vescovi Il D' Espine visitò pure i -ricoverati delle varie regioni. nella prilnavcra del nelle caserme ù' Alcli.freùo e di Casa1916 e d11ll'An1basciatore di Spagna giove a CaseÌ·ta; neJ1n,caserma Annunpresso il Qni.rinale, incaricato della pro- ziata di lVIa.ddaloui e di Baronissi, presso tezione degli austriaci in Italia durante Salerno, ove i prigionieri, comandati dal la guerra. 'l'ntti i visitatori ebbero pa- capitano Carlo Zingaropoli, ricevevan«;> role oltren1odo lusinghiere per il trat- -« caffè nero tutte le n1attine e vino due ta1nento usato dall'Italia ai prigionieri volte alla settimana»-. Passò infine in di guerra. · Sicilia e si recò al deposito di Carini, Il prof. D'Espi.ne iniziò le sne visite con1a.ndato dal capitano Gaetano Noja; ad Alessandria il 4 ottobre, assie1ne a quello di Terrasini diretto dal capiall' on. Marai.ni, al ca,p. Tonini ed· al tano Crisafulli; a quello di l\ionreale .. tenente Baracchi. Dopo aver fatto i ove trovò un'ottima cucina fatta dagli convenevoli al Generale 1''lassone - che austriad secondo i 101,'ogusti, sale da allo scoppio della guerra lasciò la ca- bagni per gli ufficiali e doccie per le rica di sindaco di ·Genova e divenne trupp€5; ed all'ospedale Rosolino Pil@ comandante del Corpo d'Armata d' Ales- di Palermo, ove erano già stati guariti sandria - il D'Espihe visitò il « Campo 57 prigionieri austriaci. Contunrn,ciale ~ sito sulla riva dèl Ta- La Segreteria di Stato del Vaticano naro; la cittadella e l'ospedale Ardigò non 'pubblicò i rapporti delle visite c9rnove gli italiani e gli austriaci ~rano cu- piute da.i vescovi nei vari depositi di , rati dal dott. Castelli e dal prof. Bosso. prigionieri austro-ungarici. Essi vennero Il benemerito visitatore afferma nel suo però riassunti in un articolo evidenterapporto « di non aver raccolto ad Ales- mente ispil'ato dalla Segreteria stessa., sandria alcùna lagnanza, nè dagli uffi- apparso sull'Osservatore Romano del 26 ciali, nè dai soldati: tutti si dichiara- dello scorso giugno. In esso, dopo di rono soddisfatti del 1nodo con cui erano· av.ei· dimostrato· che ·«l'identità. dello trattati »-. Il D'Espi.ne visitò quindi 1a scopo caritatevole di queste visite, e la caserma, di cavalleria Vittorio Emanuele somiglianza deg1i a1nbienti nei quali si di Voghera, che ospitava 503 prigionieri svolsero, renderebbero monotona la pube la tl'ovò in -« buone condizioni igie- blicazione di tutti i rapporti-», si afferma niche » ; passò alle caserme Colli e Vit- che i Vesicovi sono stati accolti ovuntorio Emanuele di Asti, e si convinse que colle ~ dovute manifestazioni di osche, contrariamente a quanto si affermò sequio e di riverenza dalle autorità. n1iin Austria, l'acqua del Tanaro, specie litari; hanno avuto agio. di visitare nelle vicinanze d'Asti, non 'è affatto n1inutamente i luoghi delle varie resinialsana, e riportò dalla visita un'ottima denze dei prigionieri; d'intrattenersi liimpressione~ . beranientc con essi, interrogandoli sulle L'egregio· clelega,to 8i trasferì qvindi loro condizioni, sui loro desideri; a.doa Genova e visitò i 1321 prigionieri del perandosi ad ottenerne il giusto soddiforte di Begato ed i 562 del forte dei sfa,cimento, tanto per l' esigenze della Ratti. In quell' epoca non vi erano an- vita fisica, se in _qualche cosa lasciavano cor-a prigionieri austriaci nel forte dello a desiderare, quanto, e più specialmente, Sperone, posto sotto il comando del va- I per quelli della loro vita spirituale». loroso capitano Valerio Chiossone, dopo -« DQve l' assistenza religiosa non lache quel prode ufficiale, già segretario sciava nulla a desiderare, i vescovi . del Consorzio Autonomo del Porto di hanno potuto apprendere dalla stessa Genova,, dovette lascidre il servizio at- bocca della maggior parte dei prigiotivo essendo riurn,sto gravemente ferito uieri la loro piena soddisfazione e con1a,l braccio sinistro, il 12 settembre 1915 piacersi con essi della loro pietà; dove sulle trincee di S. Lucia. questa assistenza presentava qualche Il D'Espi.ne si recò pOBcia all' ospe- in volontaria lacuna, il provvido interdale del Semina.rio - ove dal 20 luglio vento del vescovo, subit'o volonterosaal 6 ottobre 1915 guarirono ben 264 pri- mente assecondato dalle autorità miligionieri austriaci -·; alla fortezza, ili .Ca- i,,a,l'i, ha provveduto a colma,l'la, assicu- • BibliotecaGino Bianco
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