- eseIl rapporto dei delegati ùel Con1itato ùella Gnerra, uno speciale tratta1nonto di Ginevra aggiungeva a questo propo- e l'autorizzazione di celebrare ]a .l\fcs:-;n.. sito n.ltri p,1rticolari. Esso faceva sa- fiù tardi li munì delle facoltù, ncccspcre che le baracche erano ricoperte di sarie per e1sercitare il S. l\'[ini:-;tero in cartone hitnnmto, co.n doppie fi.11estre favore dei nostri co1ny>rtt.riotti. Il UarP-<l nna port,t rul ogni cstrernitì\.. Ogni 1lin,1lc chieRc (o clò gli fu subito conprigioniero potevl;l, <li:--porre di nno spa- cesso) che potessero vestire l' al>ito di zio libero variante <la <luo a due e 1nezzo -eappellauo invece della divisa militare. metri quadrati e ùi un volume d' ariit Essi furono inoltre autorizzati a circonon inferiore ai cinqnc metri cubi. li. lare liberamente nei diversi reparti ùel pavilnento era separato dal suolo da uno earnpo, a visitrtre i prigionieri e spcspazio vuoto, onde evitare l' un1içlitiì,. cialmente i inalati. ·un altro sacerdote Quando si cffcttnò la loro visit::t (otto era destinato a,11o' spedale speciale por le setteinbre 1915) il cmnpo di J\1:anthan- malattie infettive. Vi erano anche tra i sen, organizzato pe~· ricevere ben 30,000 prigionieri una diecina di chie1·ici, che fulJrigionieri, non ospitava che 3000 sol- rono cald3imente raccomandati dal Car~ Prigionieri austriaci fatti <lai Russi presso Czernovitz e arrivati' al campo di conce11tr~mento dietro il fto11te. ùati e 98 ufficiali italiani e circa 3000 serbi. La maggior parte dei prigioni~·i era occupata nei lavori a,gl'icoli. Ogni prigioniero aveva il suo pagliericcio, un guanciale e due coperto. All'epoca della visita, di :Monsignor Scapinelli era in costruzione una grandiosa baracca destinata a servire da chiesa, sebbene vi fossero già diverse baracche nelle quali si celebrava la 1nessa. Il servizio religioso nulla ]~sciava a desiderare. Il cur..1to del cmnpo era un tirolese, che conosce bene la lingua italiana, serio e zelante. Era coadiuvato da· due sacerdoti italiani prigionieri di guerra (uno di essi era cappuccino). Il Vicario Castrense se ne prese subito cura ottenendo per essi, dal 1ninistcro BibliotecaGirioBiànco diuale· alle cure del parroco e dei <hie sacerdoti italiani. Il Cardinale Scapinelli visitò anche il cimitero nel quale erano già ~tati Rt•- polti 53 italiani, ed i di versi ospeda,li ove potè constatare che il « trattamento dei malati nulla lascia a desiderare ~. Il Colonnello comandante si interessava ~ visibilmente con amore dei poveri nutilati e feriti ~. I medici austriaci eràno coadiuvati dai niedici italiani prigionieri, ·che godevano di a1npia libertà in tutto il campo. Gli ambienti erano luminosi, ben a;rieggiati e riscaldati. Il vitto per i malati si preparava in cucine speciaU. Il Pro-Nu"Q.zio parlò con tutti i malati e feriti ad uno ad uuo e chicso
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