- 382 - co1nandate ascesero a 16,000 e le cor:- l'ispondonze ordimuie a sei milioni e centomila! Questo importante servizio, venne affidato ad impiegati competenti, scelti fra il personale della Croce Rossa Italiana, i quali lo disimpegnarono sempre colla massima sollecitudine e regolarità e meritarono quindi i più vivi elogi dal Ministero. Le lettere, prima di essere consegnate all'ufficio della Commissione, venivano esaminate dalla Censura, appositamente istituita presso il ministero delle Poste, alla quale erano addetti circa ottanta ufficiali dell' esercito. L'ufficio in parola fece tutte le pratiche necessarie per a:ffrettare, in tutti i modi possibili, l' 311.'rivodella corrispondenza dei nostri prigionieri dall'Austria. Le difficoltà da superarsi non furono poche, ma, col buon volere, si vinsero quasi tutte. Si riùscì infa,tti ad ottenere che le lettere giungessero anche in meno di 15 giorni, termine tutt'altro che lungo, se si considera che tali lettere dovevano essere censurate nei campi di concentrazione, a Vienna ed a Ro1na., e non potevano giungere in Italia che attraverso -I.a Svizzera. L'UFFICIO DI TESORERIA si occupava anzitutto della trasmissione del denaro inviato ai prigionieri dalle loro famiglie. Questa trasmissione si faceva dapprima mediante vaglia postali internazionali, ma poscia, per eliminare gli inconvenienti derivanti dal do.ver lasciare all'estero l'applicazione del cambio, per il tramutamento della valuta, e per risparmiare una perdita di tempo considerevole, si decise di ricorrere all'opera delle banche italiane, svizzere ed austriache. La Banca Commerciale Italiana, a mezzo del suo direttore in Roma co1nm. Page, membro della Commissione, si offerse di provvedere a quest' import~nte servizio' per il tramite della Banca della Svizzera Italiana di Lugano, la quale fissò anche il prezzo per il cambio della moneta italiana in moneta austriaca e viceversa. Nei primi giorni dello scorso luglio cento lire italiane erano ·equivalenti a corone 121, 70. Le famiglie italiane si preoccuparono dell'invio di denaro ai prigionieri maggiormente di quelle austriache. Alla fine dello scorso giugno gli italiani avevano già fatto ai loro prigionieri in Austria ben 42,000 rimesse di denaro per l' importo co1nplessivo di un milione di lire; rnentre gli austriaci ~on avevano fatto ai loro prigionieri iu Italia che 5000 BibliotecaGino Bianco rimesse per il s'olo ilnporto di 200,000 lire. Questa considerevole differenza fu da, n1olti spiegata col miglior trattamento fatto dall' Italia ai prigionieri austriaci e colle condizioni economiche dell'Austria, molto più gravi di quelle delP Italia. L'una e l'altra ragione sono abbastanza attendibili: forse contribuì anche ad accentuare la differenza la maggior affezione delle famiglie italiane per i loro cari. Basta considerare che, sebbene· la media delle rimesse per i nostri prigionieri sia stata di lire 25, ve ne furono moltissime inferiori ad una diecina di lire, per avere un'idea chiara e precisa dei sacrifici che furonofatti dai nostri connazionali per inviare anche una piccolissima somma ai parenti ed agli amici caduti in mano al nemico. L'Ufficio di .Tesoreria si o.ccupò anche della consegna delle reliquie dei prigionieri italiani ed austriaci alle rispettive famiglie. Il nostro governo e quello austro - ungarico consegnavano queste reliquie alla Croce Rossa di Roma e di Vienna, le quali se le scambiavano immediatamente. La spedizione veniva fatta colla massima cura ed era sempre accompagnata da opportune note, nelle quali erano n1inutamente descritti tutti gli oggetti. Non appena le reliCJ,uiedei prigionieri italiani giungevano a Roma, venivano depositate presso il cassiere della Commissione e si iniziavano le relative pratiche per effettuarne la consegna ai parenti, secondo le norme stabilite dal decreto luogotenenziale del due gennaio 1916. Ali' inizio dello scorso luglio la Commissione dt Roma aveva già consegnato circa 400 reliquie. Tutti i ~rbali di consegna furono :firmati dal Segretario Generale, dal Tesoriere e da un ufficiale. Le lettere scritte dalle famiglie per esprimere il desiderio di avere al più presto qualche ricordo dei loro cari morti in terra nemica furono, senza dubbio, le più comn1oventi. L'Ufficio di Tesoreria può adunque essere considerato come uno dei più importanti, e le persone che ne fecero parte meritano la più viva lode di tutti per l'esattezza e la quantità del lavoro compiuto ed avranno sempre diritto al1a più viva riconoscenza da parte delle famiglie dei prigionieri. L'UFFICIO SoccoRsI si occupò sopratutto dell'invio del pane e dei gene1·i alinientari ai nostri prigionieri ed internati in Austria. Il bisogno del pane fu senza dubbio quello che maggiormente si fece sentire nei campi di con-
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