Almanacco italiano : piccola enciclopedia popolare della vita pratica - 1917

( - 328 I nità., nonchè della lealtà e della oayalleria. Certe proteste, per la fonte da éui provengono, non me1iiterebbero neppure una rispo• sta. Ma. peL· la dovuta deferenz I alla benemerita Croce Rossa e per impedire che uno sdegnoso silenzio po~sn. essere uon rettamente interpretato, il Comando Supremo dell' esercito italiano fa noto che il reclamo rivolto dal presidente federale dell'associazione austriaca al Comitato internazionale" della Croce Rossa è foudato su asserzioni artificiose e ruendaoi. Apposita rigorosa inchiesta ordinata da questo Comando h~ provato in modo assolutamente indiscutibile che giammai nostre artiglierie aprirono il fno.co sull' ospeda.le d~ Gorizia, come su qualsiasi altro stabilimento sanitario nemico lungo tutt.a, la fronte. Poicbè, nelle operu.zioui in corso, le artiglierie italiane stann·o bombardando le ·alture del Sabotino e del Podgora, antistanti a Gorizia, potrà for~e essere avveuuto che qualche pl'oiettile, sorpassando il ciglio di dette alture, sia fortuitamente caduto sulla città di Gorizia e fors' aqco sull' ospeda'.e, che sono dalle alture stesse sottratti completameutP, alla vista degli osservatori delle batterie. Analogamente, dalle artiglierie austriache. che tirano continuamente sulle nostre posizioni lungo l'Isonzo, accade spesso che vengono colpiti nostl'i stabilimenti sanitari con perdite fra i ricove1·ati e nel personale di cura.. In simili casi foduiti, nonostante i frequenti atti sleali in cui incorre il nemico,'il Comando itn.Hano non accusa il Comando austro-ungarico di violazione della Convénzione di Ginevi-a. IL METODO ITALIANO E QUELLO NEMICO. Ci astenemmo fin qui dal denunofare al Comitato suddetto le violazioni della Oonyeuzione di Ginevra e delle leggi di umanità di lealtà e di c<1valleria oommPsse dal1' esercito austro-ungarico, sembrandoci sufficiente sanzione il denunciarli alla pubblica opinione del mondo civile. Ma poichè il Gor.1a·1do dell'esercito nemico ha tentato di , tru.rre in inganno, con false asserzioni, quella benemerita istit11zio11e, obliando l'infinita serie delle proprie colpe, ci permettiamo di rifare· brevemente la stor;a delle m.L'lefatte austro-ungariche. Ohi rilegga i nostri bollettini di gnel'l'a, troverà molte voite accennato il fatto eh~ dall' esercito austro-ungarico si fa uso di granate da1la oui esplosione emanano gai astissianti o ìa.;rimogeni.· È stato pure pubblicamente denunciato l'uso di proiettili d~ fucile esplodepti, i quali producono imp1•ès• siona.nti lacera7.ioni di tessuti e che sono assolutamente eondaunati da tutte,Je conven• zioni internazionali. 'l1ali pallottole oontengon<? del fulminato di mercurio e scoppiano all'atto che colpiscono. Nou poche volte richiamammo l'attenzione del mondo civile, per mezzo dei no.:;tri co• munieati sullo slealissimo contegno di truppe austro-ungariche le quali, nel momento in cui ferve. il combattimeuto, alzano le mani si• mulando la resa onde far avvicinare i nostri riparti e poterli agevolmente mas:;acrnre. Frequenti sono stati e sono .tuttora i bombardamenti che il nemico inffigge dall'alto,· o mediante artiglierie, a località indifesA, con stragi specialmente di donne e bambini, e ciò senza alcun obbiettiV'o militare. E ciò senza parlare dei bombardamenti di città aperte sull'Adriatico, con numerose vittime fra gli abitanti, allo stolto scopo di impressiouare o terrorizzare popolazioni le quali si sono dimostr.ite invece più che mai fiere e patl'io ttiche. Da. parte degli italiani, furono fino ad oggi rigidamente e scrupolosamente osservate le leggi e gli usi di guerra; ed a p1ova di ciò basti ricordare che ai ripetuti bombardamenti di città indifese, effettuati fino ad oggi IL BRIGANTAGGIO con malvagia pervicacia da aere'bplani ne- DEGLI AUSTIUAcr.. miei si è risposto da noi col bombardamento Non va neanche dimenticato che l'Austria. di campi di aviazione e di accampamenti lasciò, in taluni fra i territori occup'ati dalle militari, astenendoci fino ad ora dallo spar-, nostre truppe, suoi emissari col mandato di gere - come facilmente si potrebbe -:-- la esercitare il 'brigantaggio onde molestare le morte e il terrore nelle popolose città au- nostre operazioni e provocare dolorosi atti stl'iache a portata dei nostr~ velivoli. di repressione a danno delle popolazioni. Questo Comando Supremo coglie l' occa- Tali banditi sparano alle spalle delle nosione di tale gratuita accusa incautamente stre truppe, contro isolati, contro ufficiali, rivolta all' esereito italiano, per richiamare contro sa.lmerie. Seguendo felinamente le l'attenzione del Comitato Internazionale della colonne di attacco sopratutto nelle zone bo· Croce Rossa in Ginevra su fatt.i assai gravi, scose che pre.:;tansi agli ,agguati, quei sicari commessi sistematicamente dall'esercito au- furono capaci di tirare sui merliei' mentre stro-uugar'ico non soltanto contro la Conven- curavano feriti e persino sui feriti stessi e zione di Ginevra, ma anche contro qualsiasi sui portaferiti. eleII!,entare norma di umanità. Non Je popolazioni, ma g-li agenti è.el Go• Molte volte nei nostri bollettini ufficiali verno austriaco debbono ritenersi responsao nelle nostre comunicazioni alla stampa de- bili degli atti di ostilità. e di brigantaggio nuncia.mmo tali atti, che non poterono es- compiuti a nostro dauno. sere smentiti. '.rutto ciò col ripuguante intento di inRicorderemo i principali episodii di tale durci aq_ esercitare dolorose rappresaglie. metodica. e persistente azione sleale e feroce In questo modo il paterno governo andei nostri nemici, richiamando sugli episodi striaco giuoca con fredda ferocia la vita e i stessi l'attenzione del Comitato Internazio- beni delle popolazioni già ad esso, s, ggette,. nale della Croce Rossa, a disposizione del che d'altra parte l'esercito imperiale conti• quale teniamo i documenti comprovanti la nuaaseviziarebombardandonespietaitamente rigorosa verità del nostro asserto. le abitazioni. { BibliotecaGinoBianco

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