Italia scombinata i repubblicani non dovrebbero domandare che il Ministero dell'Istruzione imponesse come testo obbligatorio in tutte le scuole governative, pareggiate, parificate, autorizzate e private, i Doveri dell'uomo di Mazzini: la Democrazia cristiana è quella che è, e nessuno può pretendere che muti le sue professioni di fede per motivi elettorali. Le professioni di fede, se non meritano di essere prese sul serio quando servono ad evadere responsabilità concrete ed immediate, sono degne di rispetto quando sono sentite sul serio, e per questo conducono a rifiutare abdicazioni per· ottenere vantaggi immediati. Le iniziative immediate, su cui uomini di fedi diverse possono concordare, sono· infinite. Possono essere un cattolico e un protestante, eppure convenire su materie concrete di importanza immediata, per esempio sulla necessità di non mettersi scarpe troppo strette, o sul dovere di non lasciare morire di fame il vicino di casa. Viceversa due uomini possono essere entrambi cattolici, ed uno può essere un perfetto galantuomo e l'altro un perfetto briccone. E cos1 due protestanti, due atei, due agnostici. Quale programma immediato bisognava presentare, dunque, al Paese per giustificare un'azione comune in virtu della riforma elettorale? La riforma fondiaria? Critiche sui particolari di questa se ne possono muovere molte, anche in perfetta buona fede. Ma resta il fatto che, salvo ad accettare il criterio comunista (niente si deve fare per lasciare ai comunisti tutto da fare), nessun tentativo di eguale mole è stato mai fatto in Italia, non per risolvere da cima a fondo il problema - chi saprebbe poi congegnarne una soluzione da cima a fondo? - ma per iniziarne una, anche parziale, con serietà di intenti, specialmente nelle zone piu disgraziate della agricoltura italiana. Molto di quanto è stato fatto dovrà essere corretto; parecchio dovrà, forse, essere disfatto. Ma non ci sarebbe probità a negare che su questo terreno la Democrazia cristiana ha fatto piu e meglio di quanto altri abbia mai tentato. E non si può negare che le difficoltà create dai "vespisti 112 nell'interno della Democrazia cristiana e i voti che questa ha perduto nell'Italia meridionale a profitto dei monarchici e dei fascisti, si debbono spiegare con la riforma fondiaria. Ma può la sola riforma fondiaria far dimenticare quanto in altri cam- .pi, in questi cinque anni, la Democrazia cristiana avrebbe potuto fare di bene ed ha fatto di male? Può la sola riforma fondiaria far ignorare quel malcostume che il sottogoverno cristiano-democratico negli enti locali, assai piu meschino e prepotente ed irritante del governo centrale, è andato aggravando in tutto il Paese? Eppoi la riforma fondiaria è fatta e "factum infectum fieri nequit." Non si può continuare in eterno a domandare la fiducia di un elettorato in base a quello che si è fatto. Occorre offrirgli qualcos'altro per l'avvenire .. Che cosa allora? Il Congresso socialdemocratico di Genova votò alla unanimità un or2 Conente democristiana orientata a destra in senso tecnocratico. [N.d.C.] 824 BiblotecaGino Bianco
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