ltal.ia scombinata Quali provvedimenti immediati e quali riforme? La risposta la sappiamo a memoria da un pezzo: "Dobbiamo opporci alla vittoria dei comunisti, dei loro compagni di viaggio e dei loro utili idioti; la Democrazia cristiana costituisce il solo argine solido contro quella vittoria; dunque concentriamoci intorno alla Democrazia cristiana." Leggo in una lettera scritta da un socialdemocratico toscano a un . . m10 amico: Hai perfettamente ragione di dire che il nostro partito è quello che è. Ma per me si tratta di scegliere fra un'Italia governata da Togliatti, un'Italia governata da De Marsanich, un'Italia governata da Lauro e un'Italia governata da De Gasperi. Fra le quattro alternative scelgo la quarta, perché, pur essendo mal digeribile, è sempre preferibile alle altre tre, sotto ogni senso ripugnanti. Questo è il paese dei Lauro, dei Pajetta e dei Gedda: noi siamo pochi e contiamo poco. Sarebbe ridicolo negare un fondamento a questo modo di pensare. Esso ha, però, un difetto fondamentale: non tiene conto del fatto che la necessità di opporsi ai comunisti e ai loro compagni di viaggio e idioti utili esiste per la Democrazia cristiana non meno che per i "laici." Se domani prevalesse in Italia un movimento comunista, salirebbero le forche non solamente Pacciardi e Romita e Saragat e Villabruna e il sottoscritto, ma anche De Gasperi e Gonella e Gedda e padre Lombardi, e forse qualche altro piu in su ancora. Bisogna dunque che la Democrazia cristiana la smetta una buona volta col ricatto di un pericolo comunista, del quale i soli "laici" debbono aver paura, e perciò debbono fare da cani da pagliaio alla Democrazia cristiana, mentre questa debba fare il comodaccio proprio, senza tenere mai conto di nessuna fra quelle, che pur sarebbero ragioni di vita per i partiti "laici." La resistenza al movimento comunista è un interesse eguale per tutti, democristi e "laici," e non un dovere di perpetuo vassallaggio feudale che i "laici" abbiano contratto verso la Democrazia cristiana. Lo stesso si deve dire quando si parla del pericolo monarchico e fascista: cioè del pericolo che la Democrazia cristiana sostituisca nel. suo talamo i monarchici, e magari i fascisti, ai partiti laici. Vi sono nella Democrazia cristiana correnti antifasciste e repubblicane, specialmente nelle mandate dei giovani sopravvenienti di anno in anno. Questi non ubbidirebbero facilmente a indirizzi monarchici e fascisti, anche se puntellati dal professor Gedda e da padre Lombardi e da chi manovra alle loro spalle. Uno degli errori piu grossolani in cui siano incorsi e incorrano tuttora gli "esperti" dei partiti "laici" è quello di non capire che, se essi tengono duro, anche gli elementi democratici e repubblicani che agiscono nella Democrazia cristiana tengono duro; se essi "mollano fuori," gli altri "mollano dentro." · Ma qui ecco un altro pericolo di cui i partiti "laici" dovrebbero aver paura. Se affacciassero pretese a cui l'Azione cattolica mettesse il veto, la sinistra della Democrazia cristiana si perderebbe di animo e non resiste822 BiblotecaGino Bianco
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