Gaetano Salvemini - Scritti vari (1900-1957)

La liquidazione del laicismo Beninteso che nel dichiarare questa preferenza spiego le seimilaseicentosessantasei ragioni per cui preferirei una scelta meno sciagurata, se fosse disponibile. Perché questo è essenziale in tutti i casi: non si deve mai attenuare o nascondere tutto il male che presenta l'alternativa, alla quale, per mancanza di un meno peggio, siamo costretti ad aggrapparci. Fra sei mesi, forse anche prima, cara Giovanna, Volontà non si potrà piu pubblicare, e tu ed io ci troveremo a consumare le scarpe in Lipari o in Ponza. In quel giorno voglio poter dire a me stesso che ho fatto tutto quanto potevo per non meritare quel destino. Se potessi sperare in una palingenesi anarchica - cioè il meglio nel migliore dei modi possibili - non dico fra sei mesi, ma fra venti, cento anni, mi murerei nell'intransigenza anarchica, e accetterei per venti, per cento anni, anche Lipari e Ponza, non solo per me, ma per tutti gli italiani. Non abbiamo mollato a Mussolini per venti anni, e non è l'abitudine di aspettare che ci faccia difetto. Ma non ho speranza in nessuna palingenesi. Perciò a chi mi domanda il mio parere sul da farsi, consiglio di preferire al massimo del peggio - cioè a Togliatti e ad Anfuso - il piu peggio, cioè De Gasperi, Scelba, Villabruna, Pacciardi, Romita, Saragat, e genen simili, ma di stringersi fortemente il naso fra il pollice e l'indice. La liquidazione del laidsmo1 La politica della paura Ogni discussione sulla tecnica elettorale da essere adottata nelle elezioni ' del 1953 sarebbe passata in second'ordine, se i partiti "laici" avessero presentato al Paese un programma di provvedimenti immediati e di riforme a non lontana scadenza, che giustificasse la loro adesione alla riforma della legge elettorale, come necessaria per ottenere dalla Democrazia cristiana quei provvedimenti e impegnarla a quelle riforme. Solamente cos1 potevano giustificare la responsabilità che assumevano col rendere possibile la introduzione del premio di maggioranza e col dare alla Democrazia cristiana la possibilità di conquistarlo. Responsabilità, badiamo bene, illimitata: perché proprio dai partiti "laici," e non da altri, doveva e deve tuttora essere dato alla Democrazia cristiana il peso capace di far traboccare la bilancia. 1 Pubblicato in "Critica Sociale," 5 maggio 1953, pp. 127-130, sotto il titolo La liquidazione del laicismo - II, a firma "Gaetano Salvemini." Rielaborato e pubblicato in Italia scombinata, cit., pp. 197-216 sotto il titolo Quel che si doveva fare. [N.d.C.] 821 Bibloteca Gino Bianco

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