Gaetano Salvemini - Scritti vari (1900-1957)

.Italia scombinata In questa frenesia dei successi "di massa" immediati, che acceca molti, troppi, spiriti, non è male che un numero, anche minimo, di pazzi malinconici rimanga fermo a predicare certi principii, che non sono stati inventati ieri sera e che non sono sbandierati oggi in una lotta elettorale per essere dimenticati subito a festa finita. A un'amica anarchici Carissima Giovanna Berneri, In questa valle di lacrime noi non abbiamo mai modo di scegliere fra il bene e il male. Possiamo solamente scegliere tra il male, il peggio, il piu peggio, e il massimo del peggio. Finché ci occupiamo degli affari nostri individuali, possiamo ripetere con l'ermellino: "piuttosto morire che sporcarci." Non appena ci mescoliamo con la folla che fa politica, <lobbia• mo aspettarci di essere inzaccherati e peggio. Durante la Seconda guerra mondiale - per non risalire piu lonta• no - preferii Roosevelt e Churchill a Mussolini e a Hitler, pur non mancando di rilevare, anche pubblicamente, che essi preparavano un dopoguerra poco divertente. Ma tutto compreso, questo dopoguerra non è cosf scellerato come quello che sarebbe succeduto alla vittoria di Hitler e di Mussolini. Ecco perché non mi pento di quel che pensai e dissi durante quel disastro. Gli anarchici, almeno quelli che vivevano come me negli Stati Uniti, non dovevano pensarla diversamente da me. Infatti, senza mai aderire espii• citamente alla politica di Roosevelt e di Churchill, e pur ripetendo le ahi• tuali riserve generiche contro ogni guerra e contro ogni illusione sul· dopoguerra e contro ogni società borghese, si astennero da qualunque cam• pagna attiva contro quello sforzo militare che avveniva per abbattere il nazismo e il fascismo. Oggi, in Italia, la situazione non è cosi tragica come era allora in tutto il mondo. Ma neanche oggi, in Italia, è tale da permetterci alcuna eva• sione verso alcuna torre di avorio. Dobbiamo scegliere fra Togliatti e De Gasperi, tra Anfuso e Scelba. Preferisco De Gasperi e Scelba, e preferisco i "minori" (con rispetto parlando), ai comunisti e compagni di viaggio, cosf come il naufrago per non· affogare si afferra anche ad un serpente - e affoga lo stesso. 1 Da "Volontà," marzo 1953. Riprodotto in Italia scombinat.,z, cit., pp. 249-250. Giovanna Berneri era la vedova di Camillo Bemeri. [N.d.C.] 820 Bibloteca Gino-~ ianco

RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==