Gaetano Salvemini - Scritti vari (1900-1957)

La pelle di zigrino quattro di De Gasperi e chi per lui. Anche allora colpiremo uniti, ma marceremo divisi. Togliatti afferma che noi "non crediamo alle sorti né alle virtu della democrazia pura"; e intende per "democrazia pura 11 la nostra democrazia vuota, che non. promette un pollo in pentola né a nome di padre Lombardi né a nome di Togliatti. Per quanto riguarda le "virtu" di questa povera democrazia, possiamo assicurare Togliatti che ci crediamo proprio sul serio. Cioè siamo convinti che solamente un regime politico permanente di libertà per tutti ha la virru di moltiplicare il numero degli uomini e ridurre quello dei bruti. Ecco perché non siamo né fascisti, né clericali, né comunisti. Ma, mentre affermiamo la nostra fede ("certezza 11 diceva un vate) in quella democrazia, non sentiamo altrettanta fiducia nelle sorti della medesima. Su questo punto Togliatti ha tutte le ragioni di questo mondo. Saremmo veramente dei singolari tipi di imbecilli, se, dopo aver sperimentato mezzo secolo di disastri, fossimo sicuri delle nostre sorti. Arroge che non abbiamo alle nostre spalle né il Governo russo, né il Governo americano. Non possiamo assoldare giornalisti che annunzino ai cieli le nostre glorie. Non possiamo mobilitare, con biglietti di viaggio e diarie pagate, centinaia di delegati per congressi pastette. Non abbiamo fondi per stampare neanche un manifesto elettorale. In queste condizioni come faremo ad essere sicuri sulle sorti della nostra sciagurata democrazia pura? "E allora, che cosa state a fare?" domanderà Togliatti. La risposta è duplice. Prima di tutto, non è detto che il nostro piccolissimo peso, spostandosi di qua e di là, nell'equilibrio instabile che caratterizza oggi la vita pubblica italiana, non possa servire ad evitare, o almeno limitare, tanto il prepotere dei clericali quanto quello dei comunisti. Inoltre, non è detto che grande fiamma non possa secondar poca favilla, mettiamo fra dieci, venti, cento anni. Il movimento laborista era niente nella prima metà del secolo XIX; gli ci è voluto un secolo per arrivare dove si trova oggi. L'unità politica italiana era un sogno da perdigiorno nel 1831, , e diventò un fatto reale nel 1861. Che cosa era il movimento socialista italiano nell'anno del Congresso di Genova? Dieci anni non erano passati, ed aveva assunto proporzioni formidabili. Che cosa era il movimento comunista italiano nel 1921, sebbene avesse dietro di sé trent'anni di socialismo, della cui eredità poteva in larga misura appropriarsi? Che cosa era il movimento antifascista intorno al 1942, e che cosa era nel 1945, e che cosa è ( ahi noi!) oggi? È vinto chi si sente vinto e si dichiara vinto, non chi tiene duro. . Oggi in Italia nessuno sa aspettare. O mi fate ministro entro due settimane, o faccio una rivoluzione sociale. Datemi cento milioni, e in tre mesi ci imbastisco una mezza dozzina di religioni nuove, di partiti nuovi, di organizzazioni operaie a raggio nazionale nuove, di giornali nuovi, di congressi nuovi, che sotto le bandiere piu diverse faranno tutti le stesse cose. 819 Bibloteca Gino Bianco '

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