Gaetano Salvemini - Scritti vari (1900-1957)

Italia scombinata socialisti, quel gruppo potrà forse indicare la via a quella gioventu per un impiego piu che mai utile e necessario alle sue attività. Molti giovani e ragazze sono andati a finire nel movimento comunista; o in quello democratico-cristiano, o anche in quellò neofascista (sissignori, anche in quello neofascista) perché in questi otto anni non hanno trovato che sconcretezza, opportunismo, imbroglio nei cosf detti partiti· laici. Molta parte di quella gioventu potrà essere recuperata da chi avrà saputo dimostrare in questi anni che la sconcretezza, l'imbroglio, l'op-- portunismo non sono necessariamente associati al pensiero laico non con1unista. Le virtu e le sorti Togliatti attribuisce il nostro rifiuto a diventare suoi idioti utili nel difendere la libertà di stampa, alla ragione che noi non vogliamo quella libertà, mentre diciamo di volerla, perché intendiamo impedire quei rivolgimenti politici e sociali comunisti, che avverrebbero se ci fosse quella libertà. Togliatti dovrebbe sapere che noi pazzi malinconici non abbiamo mai nulla imparato da chi insegna che la verità è un pregiudizio borghese. Non abbiamo mai nascosto, anzi abbiamo sempre gridato dai tetti, che i rivolgimenti desiderati da Togliatti noi non li vogliamo. Ma, mentre cerchian10 di evitare il trionfo del totalitarismo comunista, ci opponiamo anche ad un trionfo del totalitarismo clericale, che aprirebbe la via al totalitarismo comunista. Perciò difendiamo la libertà di stampa, e per noi e per i comunisti, contro il pericolo piu immediato che è il totalitarismo clericale. Ma, nel resistere al totalitarismo clericale, ci teniamo a presentarci per conto nostro su quel piccolo carrettino sgangherato di cui disponiamo, e non come destrieri sotto quel monumentale tiro a quattro, le cui redini sono tenute da Togliatti. Togliatti non ci crederà, ma noi possiamo assicurarlo che, mentre i suoi comunisti invocano provvisoriamente la libertà per sé, noi quella libertà, finché potremo, la rivendicheremo permanentemente per tutti. Cioè riconosciamo oggi, e riconosceremo sempre, ai comunisti il diritto di affermare, con la stampa, con la parola, con ogni altro mezzo riconosciuto legittimo dalla tradizione liberale, democratica e socialista, il loro diritto a descrivere coi piu rosei colori la felicità e la libertà di cui godono le democrazie progressive, dove tutti i problemi sono stati risoluti, e i bambini di dieci anni, invece di giocare al cavalluccio, studiano i logaritmi. Beninteso, riserviamo a noi stessi il diritto di dire che di quanto i comunisti novellano non crediamo un corno. E beninteso che, non appena diventi immediato ed evidente il pericolo che essi innalzino le ben note forche, fatemo allora anche noi la nostra parte per difenderci. Ma neanche allora consentiremo ad abbandonare il nostro carrettino, per metterci sotto il tiro a . 818 BiblotecaGino.Bianco

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