Gaetano Salvemini - Scritti vari (1900-1957)

La pelle di z,gr,no è per lo meno ridicolo. Se uno non capisce questa differenza, non si occupi di queste questioni, è il meno che gli si possa dire. Modestia a parte, noi pazzi malinconici possiamo affermare che quella differenza l'abbiamo capita perfettamente. E questa è la ragione per cui ci teniamo sempre in guardia contro il pericolo di diventare idioti utili. E se ogni comunista, o compagno di viaggio, o idiota utile spiegasse quella differenza al principio di ogni discorso in cui rivendica un diritto di libertà, cioè se dicesse chiaro e tondo che i suoi argomenti valgono solamente in quanto vogliono resistere a iniziative di un regime non comunista, ma cadrebbero nel nulla non appena iniziative dello stesso genere fossero prese da un regime comunista, è chiaro che nessun pazzo malinconico avrebbe ragione di perdere il fiato a ripetere quel che ogni comunista direbbe. Il guaio è che questo non avviene, e chi vuol capire certi doppi giochi deve andare a scoprirli in alcune linee piuttosto critiche di Rinascita. Ecco· perché in ogni manifestazione alla quale comunisti e pazzi m~linconici si trovino gomito a gomito, e i primi dichiarino le sole ragioni transitorie di un consenso transitorio, spetta ai pazzi malinconici l'obbligo di mettere in luce anche le ragioni del dissenso permanente. Garibaldi e Cavour (insegna Togliatti in Rinasdta) erano in disaccordo sulla questione della monarchia e della repubblica, ma erano d'accordo nel voler costruire la unità politica d'Italia; se non si fossero messi d'accordo n'el far fuori i Borboni, rinviando a miglior tempo la questione della forma politica da cui erano divisi, l'unità italiana non sarebbe sorta mai. Giustissimo. Ma Cavour, nel momento di coordinarsi con Garibaldi e coi Mille, non mostrava ai suoi alleati in fondo alla strada comune tante forche allineate che li aspettavano. Le forche di Togliatti fanno una certa differenza fra lui e Cavour. Essere d'accordo per resistere ad un malanno presente è un affare; coordinare la propria azione con quella di chi vi minaccia con un malanno maggiore allo sbocco del cammino comune, è un affare assai diverso. A me pare che il dissenso con Ernesto Rossi espresso da Jemolo sul Mondo del 22 novembre, nasca da un uso ambiguo della parola "collaborare." Se per "collaborare" si intende rimescolarsi insieme, creando una confusione i cui risultati deleteri non tarderebbero a maturare, è chiaro che a una collaborazione di quel genere nessun pazzo malinconico consentirà mai; né mi pare che un uomo come Jemolo possa proporre pateracchi di quel genere. Ma se per "collaborare" si intende associarsi per raggiungere fini immediati di utilità comune, sempre evitando equivoci sulle differenze ideologìche permanenti e sui fini a scadenza non immediata, non credo che alcun pazzo malinconico abbia mai pensato a rifiutare collaborazioni di quel genere. Jemolo pensa eziandio che· noi, pazzi malinconici, dovremmo collaborare coi comunisti in blocchi elettorali contro la Democrazia cristiana. Si 8,15 Bibloteca Gino Bianco

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