Italia scombinata cietà salterebbe in aria per tutti. Ecco perché un premio di maggioranza, ma "limitato" (non superiore al 60 per cento), deve essere richiesto da chi deve investire nella campagna elettorale tutti i propri capitali. Di conseguenza, i partiti laici dovrebbero domandare alla Democrazia cristiana alcuni impegni concreti, in compenso di quell'adesione alla riforma elettorale e di quell'apparentamento, senza cui essi non potrebbero rimanere al Governo piu saldamente che non sieno oggi. Quando quegli impegni fossero stati fissati e pubblicati e collaudati nelle elezioni, i partiti laici potrebbero benissimo non avere neanche un ministro proprio. Potrebbero sempre garantirsi la esecuzione puntuale dei patti, passando all'opposizione in caso di inadempienza; cosf farebbero saltare la intera baracca. Non si vede quale importanza avrebbe per quella esecuzione il fatto che l'ultimo 'discendente della dinastia aragonese sia o non ministro deri. francobolli, o che ci sia proprio un repubblicano storico a capo di un Ministero delle forze armate che è formato tutto da monarchici, anch'essi storici. Questa è la posizione strategica dominante per chi intende capire se si va verso una riforma elettorale e un apparentamento concordati in buona fede, o verso una trappola combinata da tutti gli imparentati contro l'uomo della strada. Il quale uomo della strada è assai meno minchione di chi fa a Roma l'alta cucina elettorale. Alla fin fine sarà lui che nelle elezioni del 1953 dirà la parola decisiva, subissando caso mai, sotto un diluvio di schede bianche, i troppo abili cuochi delle cucine romane. La pelle di zigrind "P h. . "?" rego, c 1 siete voi. Noi siamo una mezza dozzina di pazzi malinconici (o innocenti), ultimi eredi di una stirpe illustre, che si va rapidamente estinguendo; massi erratici, abbandonati nella pianura da un ghiacciaio che si è ritirato sulle alte montagne. È il ghiacciaio che si chiamò "liberalismo," "democrazia," "socialismo," in quel secolo che il forsennato Léon Daudet chiamò "lo stupido secolo decimonono," mentre noi insistiamo a considerarlo come il piu intelligente, il piu umano, il piu glorioso dei secoli. "Morituri te salutant." Il "liberale" di allora .rispettava la libertà altrui e rivendicava la propria. Era anticlericale, perché i clericali minacciavano, e, dove potevano, soffocavano la sua libertà, ma non si sarebbe mai sognato di vietare al de1 Da "Il Mondo," 21 febbraio 1953, pp. 3-4. Rielaborato e pubblicato in Italia scombinata, cit., pp. 231-242. [N.d.C.] ·810 BiblotecaGino.Bianco
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