Gaetano Salvemini - Scritti vari (1900-1957)

Italia scombinata La sinistra socialdemocratica è, vinta in partenza. Un referendum interno del partito sarebbe costato m~no che un congresso nazionale. Dato che i socialdemocratici sono di bocca cosf dolce, non era lecito pretendere dai liberali una riluttanza, a cui non sono stati mai avvezzi in vita loro: Il loro segretario, Villabruna, ha perciò seguito le loro pedate. L'l l settembre La Stampa ha annunziato che egli si "è impegnato con De Gasperi" ad adoperarsi affinché la "piccola intesa" (cioè i gruppi di centro-sinistra e sinistra) si proponga, oltre al problema della legge elettorale, quello di "un programma di governo comune da varare dopo le elezioni, quando cioè saranno stati misurati i rispettivi apporti di fatto." Una settimana dopo Villabruna ha ripetuto che "il problema della collaborazione governativa potrà essere piu utilmente esaminato dopo le elezioni politiche."· Questo è come dire che si è convenuto di vedere prima quanti deputati la "piccola intesa" riescirà a portare in porto; in base a quel resultato la Democrazia cristiana vedrà se sia il caso di mettere alla porta quei parenti poveri, e imparentarsi coi monarchici in servizio attivo (tenendo i missini in riserva); e i deputati di centro-sinistra e sinistra vedranno quali concessioni, proporzionate al loro numero, potranno chiedere · alla Democrazia cristiana, cioè quante automobili ministeriali e sottoministeriali dovrebbero spettare alle forze parlamentari da essi conquistate per altri cinque anni. È quello che, nel Parlamento di Vienna, prima della Prima guerra mondiale, era chiamato "il mercato delle vacche." Lasciato in asso dai socialdemocratici e dai liberali, che cosa mai poteva fare il segretario del Partito repubblicano, se non seguirli sulla loro strada? Il 6 settembre fummo informati che Oronzo Reale aveva il "proposito di insistere per un accordo politico generale sul programma legisla- . tivo non soltanto per la prossima legislatura ma anche per il lavoro da portare a compimento nell'ultimo scorcio di questa, come premessa all'accordo per la legge elettorale, mentre Villabruna e Romita rimanderebbero l'accordo a dopo le elezioni." Colpa di Villabruna e di Romita, dunque. Del . resto, se non ci fossero costoro a trattenerlo per le falde, ci penserebbero nel loro stesso partito a trattenerlo coloro che non intendono vedere le loro mogli ritornare a fare le lavandaie. In conclusione, liberali, repubblicani e socialdemocratici, in fatto di impegni immediati o a lunga scadenza, a cui legare la Democrazia cristiana, sono come quei ·coristi, che cantano sul palcoscenico: "Partiam, partiam, partiam," e non partono mai. Nei negoziati colla Democrazia cristiana, i partitini laici (come è stato notato nel Taccuino del "Mondo" del 30 agosto [1952]), si comportano cosi come i tre Curiazi si presentarono all'unico Orazio: procedono in ordine sparso, ognuno sperando di arrivare al pateracchio prima degli altri due, ricavandone vantaggi maggiori. L'avvenire, anche il prossimo avvenire, è sulle ginocchia di Giove. E in ·un mondo di uomini "abili" qual è il mondo politico italiano, non s1 808 Biblioteca Gino Bianco

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