Gaetano Salvemini - Scritti vari (1900-1957)

Italia scombinata sotto la tavola, aspettando che la Democrazia cnst1ana lasci cadere loro qualche osso. Se la Democrazia cristiana ha bisogno dei gruppi laici, prima per far passare la riforma elettorale e poi per conquistare il premio di maggioranza, quella assistenza deve pagarla: beninteso non con indennità parlamentari e automobili ministeriali e sottoministeriali, ma con provvedimenti concreti immediati, governativi e parlamentari, e con impegni concreti per la nuova legislatura. Se no, no. Partiti ed elettori dei partùi Come ha notato Guido Cortese, nel Mondo del 9 agosto, "non basta che si imparentino i partiti, è necessario che si imparentino gli elettori dei partiti." Questi non si imparenteranno, se tutto quel che si offre loro è il canto del Bianco fiore e la paura dei comunisti e loro compagni di viaggio, paura dei missini, paura dei monarchici in servizio attivo e in aspettativa, paura della stessa Democrazia cristiana che può cambiare da un momento all'altro il fucile in spalla, divorziando dai partiti laici, e convolando a nuove nozze coi partiti missino e monarchico. Un corpo elettorale non si spinge eternamente alle urne con nessun altro pungiglione che il ricatto della paura. I partiti minori - ha scritto giustamente Cortese - perdono voti se i loro elettori non si convincono che l'apparentamento con la Democrazia cristiana significa azione solidale per la realizzazione di una nuova linea politica chiaramente concordata. Sotto piu aspetti la conclusione dell'accordo politico è pregiudiziale all'intesa circa il sistema elettorale. Ed è chiaro che, se l'accordo non si raggiunge, vengono meno i presupposti per la revisione della legge elettorale. In altre parole, i gruppi di centro-sm1stra e sinistra debbono giustificare, innanzi al corpo elettorale, il loro consenso alla riforma elettorale e il loro apparentamento con la Democrazia cristiana, dimostrando di aver ottenuto da essa un insieme di impegni concreti, a scadenza immediata o a scadenza breve, la cui ragionevolezza sia riconosciuta da tutte le persone ... ragionevoli. Di questa necessità sembrò nella primavera passata che si rendessero conto i responsabili del Partito liberale e del Partito repubblicano. Il segretario nazionale del Partito liberale, Villabruna, parlando a Genova 1'8 giugno, affermò che la collaborazione dei liberali con gli altri gruppi laici era subordinata ad una "solidarietà intorno ad un programma di governo con la Democrazia cristiana." Sulla Nazione del 24 giugno, Ugo La Malfa richiamò l'attenzione dei lettori sul fatto che non basta andare alla ricerca di un congegno elettorale, il quale difenda meglio la barcollante baracca della repubblica democratica contro i totalitari di Mosca e di Salò e le insidie monarchiche: una riforma della legge elettorale servirebbe poco e niente se, fra i partiti che domandano quella riforma, 804 BiblotecaGino Bianco

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