Gaetano Salvemini - Scritti vari (1900-1957)

Proporzionalesproporzionata attorno al quale si porranno molto volentieri gli altri partiti democratici per partecipare al Governo. E per tale partecipazione non è necessario che ci sia stato prima l'apparentamento nelle elezioni. Nel nostro partito, ad esempio, i piu puri (e ve ne sono fortunatamente parecchi ancora), mentre sono contrarissimi agli apparentamenti, si prospettano sin d'ora la possibilità di una partecipazione al Governo, ove le circostanze sieno tali da richiederlo e noi dimostriamo di aver un programma e la forza per farlo valere, di fronte ai nostri eventuali alleati al Governo. In altre parole, il mio amico aspetta che la Democrazia cristiana stia proprio sul punto di annegare per gettar la corda di salvataggio. Non sospetta che anche lui e i suoi "puri" possano aver bisogno, anzi hanno già_ bisogno, che qualcuno butti loro una corda di salvataggio, perché anche loro sono sul punto di affogare. Dato che è disposto a partecipare molto volentieri al Governo con la Democrazia cristiana, il giorno che questa avesse bisogno di lui, perché non si decide a mettere senz'altro le carte in tavola, prima di essere anche lui travolto da chi sa mai quale maggiore panico? I comunisti e la proporzionale Intendiamoci bene. Se il Partito comunista e i suoi compagni di viaggio non minacciassero quel dieci per cento di libertà che la Democrazia cristiana' non ha ancora abolito, non ci sarebbe nessuna necessità per i gruppi di centro-sinistra e sinistra di ancorarsi in un porto cosi malfido quale è quello della Democrazia cristiana. Ma finché i comunisti non abbiano abbandonato davvero e in permanenza i loro fini totalitari, nessuno di noi dovrà aiutarli a superare le loro posizioni attuali. Solo cosi possiamo sperare che, prima o poi, a furia di essere sconfitti, comprendano la necessità di uscire da quel cui di sacco nel quale si sono chiusi coll'affidare tutte le proprie fortune ad un intervento militare russo, provocato da un colpo di testa americano. Oggi, in Italia, non si discute una regola di gioco che sia accettata ìn ' buona fede da tutti i partiti, cosi che ogni minoranza· sappia di essere rispettata nei suoi diritti di libertà, sotto il Governo di qualunque maggioranza. Oggi, in Italia, si trovano da una parte partiti, i quali si attengono (o promettono di attenersi) al dovere di rispettare quella regola di gioco, e partiti i quali rivendicano le proprie libertà in forza dei principii altrui; e sopprimerebbero le libertà altrui, in forza dei princ1p11 propri, non appena conquistassero il Governo, con i metodi o senza i metodi della democrazia. Un partito totalitario, per il solo fatto che è totalitario, si trova in stato di guerra civile permanente, anche se latente, coi partiti democratici. Avendo ripudiato la regola del gioco democratico, non può invocarla quando gli fa comodo, salvo a negarla quando sarà invocata da altri. Chi accetta la posizione comunista deve accettarla con tutte le sue conse799 Bibloteca Gino Bianco

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