·Italia scombinata Nessun teorico della democrazia l'ha mai fatta consistere tutta nella sola proporzionale pura. Il regime democratico consiste in un complesso di istituzioni nel quale le istituzioni rappresentative occupano non piu che un settore, e possono ben variare da un Paese all'altro, senza che il carattere democratico del regime venga soppresso. Il problema da risolvere, oggi, in Italia, è se le servirebbe meglio un regime democratico senza proporzionale cosf detta pura, nel quale si possa formare un governo non fascista e non comunista, o un regime democratico perfetto al 100 per cento, in cui nessuno possa governare. La gente va a votare non per giocare ai logaritmi dei quozienti regionali o dei residui nazionali, ma per darsi un Governo. Vogliamo, sf o no, in Italia un Governo pelandrone, pasticcione quanto volete, ma che non si faccia buttar gi11 di sella ignominiosamente, come avvenne in Italia nel• 1922, in Germania nel 1933, e in Cecoslovacchia nel 1948? Non si può dire a un popolo: ecco qua l'albero democratico perfetto della proporzionale pura: impfccati ad esso. Certo, in un regime in cui la proporzionale pura è sparita, non c'è piu proporzione fra la rappresentanza della coalizione piu potente, e le rappresentanze delle minoranze. Ma ad un'efficace sorveglianza sull'opera del Governo non importa che le minoranze siano rappresentate esattamente in proporzione delle loro forze. Basta éhe esse non sieno totalmente defraudate delle loro forze numeriche. Una minoranza rappresentata da cinque uomini di ingegno e di carattere vale per la critica e la discussione parlamentare ed extraparlamentare assai piu che una minoranza di cento deputati, che rappresentino esattamente cepto quozienti, ma pensino solo a far camorra con la maggioranza governante per ottenere qualche automobile. ministeriale o sottoministeriale. Nei gruppi di centro-sinistra e sinistra molti riluttano al premio di maggioranza e agli apparentamenti, perché in fondo al cuore riluttano senz'altro a qualunque alleanza con la Democrazia cristiana. Sospettano il totalitarismo clericale che si tiene nascosto nel retrobottega della Democrazia cristiana; e se la prendono col premio di maggioranza e con l'apparentamento, da cui si sentono messi di fronte a responsabilità chiare ed immediate durante la campagna elettorale. Battono la sella non osando battere l'asino. Ad associarsi con l'asino ci sarà tempo di pensarci dopo le elezioni, alle quali intanto è comodo presentarsi vergini di coritatti impuri. Si fasceranno la testa dopo che se la saranno rotta. Questo è, mi pare, lo stato d'animo di un vecchio amico che mi scnve: Non so acconciarmi all'idea che la democrazia per difendersi abbia bisogno di ricorrere ad· un espediente elettorale, che faccia artificiosamente diventare maggioranza un partito o una coalizione di partiti che maggioranza non è. È verissimo che solitamente la proporzionale rende difficile la formazione di un Governo; ma direi che in nessun caso la difficoltà potrebbe essere minore che con la situazione presente, in cui, pur con tutte le perdite che potrà fare, la DO avrà sempre un nucleo poderoso di forze, 798 BibliotecaGino Bianco
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