" Italia scombinata essendo estranei ai part1t1, e non essendo accecati dalla passione di parte, giudicano con la loro testa, e nel giorno delle elezioni, spostandosi di qua e di là, dànno la vittoria ad un partito piuttosto che ad un altro. Purtroppo, in Italia questa regola è oggi annullata dai quotidiani, che sopprimono o falsificano addirittura i discorsi parlamentari. Non sono piu i tempi quando i quotidiani riportavano integralmente quelle discussioni. Coloro che deplorano la partitocrazia dovrebbero piuttosto condannare il malcostume odierno della stampa quotidiana, che ha elevato ad· istituzione la soppressione o la falsificazione della verità. La oligarchia dei quotidiani falsari è ben piu dannosa che la partitocrazia parlamentare. Se l'ufficio della minoranza (o delle minoranze) non è quello di partecipare al Governo, ma quello di criticare le attività del partito che è al Governo, è chiaro che la rappresentanza proporzionale è una regola di gioco perfetta. Essa, infatti, assicura il diritto di farsi sentire a tutte le minoranze, o almeno a quelle che non sieno cosf insignificanti da non poter ottenere in nessuna parte del Paese neanche un quoziente. Inoltre, essa dà una immagine esatta delle correnti politiche in cui è diviso il Paese. Questo discorso non fa una grinza, finché nel Paese esiste un partito, che raccoglie, esso solo, dietro a sé, la maggioranza assoluta del corpo elettorale, cioè finché le n1inoranze, anche se si mettono tutte assieme, non possono sopravanzare quella maggioranza assoluta. Ma nei Paesi di vasta estensione e di struttura sociale differenziata, di regola, nessun partito è in grado di conquistare da solo la maggioranza assoluta dei suffragi e dei mandati. In conseguenza la proporzionale vi rende impossibile qualunque Governo omogeneo. Neanche le elezioni politiche italiane del 1948 (nonostante sieno state impostate su quella colossale monta,tura anticomunista, alla quale parteciparono tutti i partiti) dettero alla Democrazia cristiana la maggioranza dei suffragi e dei mandati; e nella Camera e nel Senato allora eletti, il partito, che pur aveva ottenuto il 48 per cento dei suffragi, dové continuamente mercanteggiare intese coi gruppi di centro-sinistra e di sinistra, pur tanto meno numerosi. E i Governi cosf formati camminarono sempre sul terreno sdrucciolevole. Questa esperienza italiana si è sempre ripetuta in qualunque paese abbia adottato la proporzionale. Nelle elezioni del 1953 la Democrazia cristiana non può sperare di ottenere piu del 33 o 35 per cento dei voti e dei mandati. Con una base cosf assottigliata, dove troverebbe le forze per governare? Ed essendo tutti gli altrj_ partiti e partitini inetti a conquistare la maggioranza, quale fra essi potrebbe raccogliere intorno a sé una coalizione capace di mantenersi al governo? Nessuno. La proporzionale, mentre rende necessarie le coalizioni, le rende difficili. Essa infatti consiglia ai partiti di presentarsi all'elettorato distinti gli uni dagli altri, con una intransigenza di affermazioni che si rende necessaria quando si vuol persuadere il pensiero semplice delle moltitudi794 BiblotecaGino Bianco
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