Italia scombinata d'Italia: la fece. Il socialista aspira al monopolio perché Marx disse nel 1848: "Proletari di tutto il mondo, unitevi!", e i proletari non sono forse la strabocchevole maggioranza nell'Italia una e repubblicana? Non annunziò Nenni, nel 1948, che la repubblica italiana o sarà socialista o non sarà? Piu liberali, repubblicani e socialisti, non compagni di viaggio, si striminziscono, e piu tenaci sono nel rivendicare per sé il monopolo sull'Italia. Per fortuna, l'esperienza dimostra che spesso imprese concorrenti, perché aspirano tutte al monopolio, si rendono conto di non potersi so- . praffare mentre la concorrenza le danneggia tutte, e si pacificano in un cartello, il" quale assicura a ciascuna profitti maggiori di una guerra a coltello che non prenda mai fiato. Possiamo, dunque, sperare che Mazzini, Cavour e Marx si adattino un giorno a firmare un cartello, almeno provv1sono. Bisogna poi riconoscere che è obiettivamente malagevole condurre liberali, repubblicani e socialisti democratici a concordare un programma di riforme immediate, impegnativo per tutti. È già difficile risolvere il problema anche nell'interno di ciascun gruppo. Poi viene la difficoltà di concordare una piattaforma comune fra la Confederazione di centro-sinistra e sinistra e la Democrazia cristiana. Finalmente, nel ricercare la soluzione del problema obiettivo entrano nel gioco ostacoli, diciamo cosf, soggettivi. Uno di questi è il cieco fanatismo anticomunista, che ridurrebbe la tecnica politica a concentrare tutte le forze contro il movimento comunista, e niente altro. E ora si aggiunge la paura del fascismo. Soprattutto vi sono le vanità che paion persone. Queste manovrano in modo da tenere aperte le vie verso qualunque "combinazione" ministeriale, mentre gli impegni concreti potrebbero fare ostacolo a molte "combinazioni." Quando il solo programma immediato di un politicante piu o meno sinistrorso è quello di conquistare una automobile ministeriale, è naturale che egli voglia ridurre tutta l'attività del proprio partito o gruppo a fulminare il comunismo (e ora anche il fascismo) e a rivendi-care le tavole della legge, dalla cui ombra il partito o gruppo non deve mai allontanarsi. Piu egli guarda all'automobile sullodata, e piu intransigente si dimostra nel difendere le tavole della propria legge, definirle con precisione matematica, insistere su ogni punto e virgola, e resistere con fiera intransigenza a qualunque alterazione ne sia proposta da un possibile concorrente. Le tavole della legge sono messe però nel dimenticatoio non appena si deve entrare nell'automobile sullodata. S'intende che nessuno si rende conto con chiarezza di quelle forze inconsapevoli che gli suggeriscono tanta indifferenza per i problemi immediati, e tanto calore nell' affermare la propria fede nelle tavole della legge. Gli uomini credono sinceramente quello che vogliono credere. Tutte queste difficoltà, obiettive e subiettive, non impediscono di dire la sua a chi sta, come me, alla finestra a guardare. 784 BiblotecaGino Bianco
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