Gaetano Salvemini - Scritti vari (1900-1957)

La· ter~a via tieri il giogo· del Partito comunista, ma non ·osano tagliare la corda, non sapendo su che materasso andrebbero a cascare.- De Gasperi ha abbattuto l'albero per mangiare il frutto. Nulla sarebbe piu rovinoso che lasciare andare il carro per la china su cui si trova. Bisognerebbe •che si formasse al piu presto una Confederazione dei gruppi di centro-sinistra e sinistra, dico "Confederazione" e non pateracchio come quello messo insieme recentemente al Congresso socialdemocratico di Bologna, che si è diviso subito dopo essersi formato. Ogni gruppo dovrebbe conservare la propria organizzazione, i propri consigli direttivi (pascolo alle vanità), le proprie tradizioni, le proprie fissazioni, le proprie parole d'ordine, le proprie idiosincrasie. Non si vede, per esempio, perché debba esserci un solo Partito socialista non comunista, anziché due, anzi addirittura sei, quante furono le mozioni che non riuscirono a mettersi d'accordo nel recente congresso (unitario) di Bologna; e questo fino a quando non riescano a mettersi tutti d'accordo sinceramente e no~ a colpi di maggioranze piu o meno artefatte, imbroglione e sopraffattrici. E perché non dovrebbero essere anche sette, se il Movimento lavoratori italiani si decidesse a scendere dal cielo in terra, e a passare dalla critica piu o meno marxista a qualcosa di piu positivo, senza aspettare "un'avanzata delle forze popolari e la rinascita del socialismo indipendente," mentre "il tentativo di una dittatura" è già in atto e impone "la scelta di altri, prov_vedirrienti" come ha scritto Valdo Magnani nel Rùorgimento socialista del 9 febbraio [ 1952]? Le porte della Confederazione dovrebbero essere aperte anche a gruppi di indipendenti, che hanno perduto ogni fiducia nelle formazioni tradizionali e perciò sono riluttanti a lasciarsi ingabbiare da esse. Esistono ovunque in Italia, isolati gli uni dagli altri, e inerti, molti uomini e donne di alto valore intellettuale e morale, capaci di esercitare notevole influenza nei loro ambienti. Questi uomini e donne sono stati disgustati dalle manovre di parecchi di quei politicanti liberali, repubblicani e socialisti, che si sono messi in prima linea. Perciò se ne stanno a casa. Ma, se vedessero la possibilità di non essere sfruttati per manovre infeconde, uscirebbero dall'inerzia e farebbero lavoro assai migliore di quanto i piu non sospettino. Bisogna dar loro la fiducia che non perderanno il loro tempo nella ripetizione a vuoto di astrazioni che hanno fatto la corda e dietro le quali tutti non vedono che vanità atteggiantisi a persone o interessi non sempre confessabili. E frattanto bisognerebbe rinunziare alla pretesa di costringerli a venire a razzolare nel proprio letamaio, nel quale nessuno intende entrare· finché rimanga quello che · è. In che modo riaccendere la fiducia e l'entusiasmo di questi dispersi e di coloro stessi che rimangono nei partiti ufficiali, ma sfiduciati e riluttanti ad ogni azione? Bisogna dare loro la certezza che lavorerebbero non certo per rinnovare cielo e terra, dalla sera alla mattina, ma per ottenere l'attuazione imme781 Bibloteca Gino Bianco

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