La. terza via Lasciamo andare la morale evangelica. Quanto alle tragiche giornate del 1931, è ben probabile che gli eroi dovettero essere molti, dato che l'eroismo consiste nel vincere la paura. Ma i martiri del 1931, via! Il professor Gedda si troverebbe imbarazzato a indicare nomi, cognomi e paternità, e qualche contemporanea fonte storica, dalla quale si possono ricavare notizie autentiche. Se vuol parlare di "martiri," deve andare a cercarli in quel Partito popolare italiano, che fra il 1922 e il 1926 subf le sanguinose prepotenze dei fascisti e non in quella Azione cattolica, di cui si servf Pio XI, il papa mussoliniano, per svuotare dal di dentro il Partito popolare, mentre i fascisti picchiavano dal di fuori. Ma questa è acqua passata. Quello che conta è l'acqua avvenire. Per questa, cioè per le prossime elezioni, il professor Gedda ha dato la parola d'ordine: "Raggiungere e superare le posizioni del 18 aprile 1948." Staremo a vedere. Quello che piu diverte (o meglio non diverte affatto) è che, secondo certi democristi, chiunque non è né comunista né fascista ha il dovere di accorrere a salvare la "democrazia italiana'' (cioè la loro democrazia) da quei due pericoli. I soli, che non debbono preoccuparsi di nessun pericolo, sono loro, e perciò possono fare o non fare quel che loro pare e piace. Motivo per cui vanno combinando, a quel che pare, nel retroscena una coalizione fr2. neofascisti, monarchici e quell'Azione cattolica, che prosperò .sotto il regime fascista, pur non ottenendo tutto quanto Pio Xi avrebbe preteso. Con questo non si dice che il professor Gedda voglia una restaurazione di un regime fascista manganellatore. Preferirebbe, probabilmente, un fascismo edulcorato alla Salazar, per fondare il quale non occorrerebbero scosse clamorose, ma basterebbe persistere nelle piccole, lente, metodiche infiltrazioni, risalenti dalla periferia al centro e soffocanti via via il centro. L'ufficio, al quale De Gasperi sarebbe as-segnato dal professor Gedda, sarebbe quello di stare sul proscenio a invocare democrazia, democrazia, democrazia, mentre la massa di manovra fascista-monarchica aspetta il momento buono per scoprire le batterie e metterlo a riposo. Una monarchia clerico-fascista alla Salazar, andrebbe bene non solo al professor Gedda ma anche al cardinale Spellman3 ed al pre,sidente degli Stati Uniti. Perché chiunque questo presidente sia domani, dovrà sempre tener presente non solo la forza elettorale dei cattolici americani, capeggiati dal cardinale Spellman, ma anche quella dei protestanti. Un fascismo sbracato scandalizzerebbe i protestanti americani (senza contare non pochi cattolici). Invece un fascismo omeopatico non scandalizzerebbe nessuno. Gli americani direbbero che gli italiani, avendo avuto Cesare Borabbiamo bisogno del 29 giugno 1931. Il 2 settembre successivo veniva firmato tra le patti un nuovo accordo, ai termini del quale l'Azione cattolica etai nuovamente riconosciuta dal Governo, ma con molte limitazioni. [N.d.C.] 3 Spellman Ftancis Jozef (1889-1%7), arcivescovo di New York e ordinario militate degli Stati Uniti (1939), creato cardinale nel 1946. Esponente dell'ala piu reazionaria del cattolicesimo americano. [N.d.C.] 779 Bibloteca Gino Bianco
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