Italia scombinata flessione non serve passare in rassegna i miracoli che la Democrazia cristiana non ha fatti e che nessun altro partito avrebbe potuto fare, come ogni persona di buon senso e di buona fede capisce. Bisogna tener conto anzitutto della circostanza che lo spauracchio comunista non serve piu come nell'aprile del 1948. Con l'attenuarsi di quel pericolo, i neofascisti ·ed i monarchici non "prestano" piu i loro voti alla Democrazia cristiana, e· se li vanno riprendendo ovunque. Ma bisogna soprattutto considerare il disgusto e la ribellione, che il malcostume politico giornaliero della De-· mocrazia cristiana è andato sollevando ovunque. Chi viaggia per l'Italia tenendo gli occhi aperti e gli orecchi tesi non può non essere colpito da una specie di plebiscito ostile, a cui è fatto segno quel partito, che protesta di voler "instaurare omnia in Christo." Si potrebbero mettere insieme litanie senza fine, con abusi, arbitrii, imbrogli, ipocrisie, atti di denegata giustizia, ladrerie grandi e piccole, che vengono attribuiti ai seguaci dello scudo crociato. Neanche negli Stati Uniti d'America il sistema delle spoglie è stato mai portato agli eccessi a cui la Democrazia cristiana fa assistere gli italiani. È uno stillicidio permanente universale, che penetra nei minimi capillari della vita sociale, e la cui origine non può essere riportata esclusivamente al Governo centrale, perché si trova ovunque. Il malcontento non assume forme clamorose oggi, come non ne assumeva 1en, quando c'era l'Uomo della Provvidenza, che aveva sempre ragione; ma circola sotterraneo, e scava, oggi come allora, il terreno sotto i piedi. Alcuni capi democristi si rendono conto di questa crescente asfissia, e per dissimulare l'inquietudine fanno la faccia feroce. Il sottosegretario al Lavoro ha detto che la Democrazia cristiana deve '1intensifìcare la sua attività di comando." "Nessuno potrà in buona fede," ha dichiarato, "accusarci di eccesso di potere, ma bisogna anche fare in maniera che nessuno alle prossime elezioni politiche ci possa accusare di non aver saputo comandare, di aver ceduto a scrupoli falsi, sino al punto di aver lasciato il passo alle forze totalitarie." Che cosa ha voluto dire? Che il sistema delle spoglie sarà sviluppato con maggiore intensità? Sarebbe possibile? Che le elezioni democriste saranno "fatte" con metodi totalitari per mezzo della celere? Anche il neopresidente dell'Azione cattolica, professor Gedda, parlando a Napoli il 2 febbraio, ha proclamato: 1) che "l'Azione cattolica ha il privilegio di essere una organizzazione moralizzatrice della vita politica secondo i dettami del Vangelo, e sa che questa è la sua via"; 2) che "per i nostri ideali, noi della Azione cattolica siamo disposti ali'occorrenza ad affrontare il destino dei martiri e degli eroi"; e ha ricordato "le persecuzioni subite dal fascismo, . che culminarono nelle tragiche giornate del 1931. m 1 Allusione al conflitto tra Santa Sede e regime fascista a proposito dell'Azione cattolica, che nel maggio 1931 vide i soci e le sedi dei circoli giovanili di quest'ultima, fatti oggetto di una serie di violenze squadristiche. Il culmine del conflitto si ebbe con l'enciclica papale Non 7'J8 BiblotecaGino Bianco
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