Gaetano Salvemini - Scritti vari (1900-1957)

Qua/,che sasso in capponaia rare coi socialisti per la soluzione dei grandi problemi nazionali. La "terza forza," né clericale né comunista, non può essere chiusa nella gabbia di un Partito socialista e nient'altro; dovrebbe essere organizzata in una confederazione fra gruppi di centro-sinistra e di sinistra, nella quale il Partito socialista democratico avrebbe il suo posto naturale, ma non dovrebbe pretendere nessun predominio. I gruppi di centro-sinistra e di sinistra dovrebbero conservare ciascuno la propria ideologia e la propria organizzazione, ma tutti dovrebbero impegnarsi ad una azione comune per la conquista di quella mezza dozzina di grandi riforme che sono necessarie al Paese, delle quali non si occupano né clericali né comunisti. Riforme che non .debbono essere solamente elencate, tanto per far con esse un po' di baccano, nei giorni delle elezioni. Debbono essere proposte concrete, immediate, per ogni problema di cui si riconosce la urgenza vitale per il Paese. E bisogna organizzare una propaganda sistematica intorno a quelle soluzioni, ciascun partito per mezzo della propria organizzazione. Esaurito quel primo programma immediato comune, si vedrebbe poi se la confederazione dovrebbe disciogliersi o rinnovarsi intorno ad un programma nuovo. Per tutti i problemi che affaticano la vita· italiana in questi momenti c'è una soluzione che non è né dei clericali né dei comunisti. Questa è la ragione per ·cui in Italia c'è posto per una "terza forza," cioè per uomini che non <Vendanoné a destra né a sinistra il loro diritto di primogenitura per un piatto di lenticchie. Ma per distinguere chi è disposto da chi non è disposto a vendere la sua primogenitura, bisogna mettere tutti innanzi ai problemi reali· della vita italiana, e costringerli a dichiarare se accettano per quei problemi certe soluzioni ben definite, o no; Patto atlantico ed organizzazione militare che dovrebbe derivarne; Piano Marshall e trucchi con cui i suoi fondi sono sperperati miseramente; problema doganale; problema fondiario e agrario; disoccupazione operaia; istituti parassitari parastatali; corruzione e incompetenza della burocrazia statale e delle burocrazie regionali provinciali e comunali; scuole che scatenano ogni anno sul paese , diluvi di analfabeti che debbono essere assorbiti dalla burocrazia, oppure infettano tutti i capillari della vita economica e morale; relazione tra i poteri secolari e le autorità ecclesiastiche, e (nodo intorno a cui si sviluppano tutti gli altri problemi) la questione meridionale. Non è facile formulare soluzioni concrete per questi problemi. D'accordo. È assai piu facile scombiccherare dichiarazioni ideologiche e programmatiche. Ma se non si comincia dal formulare quelle soluzioni, "i bischeri in automobile" sbucheranno da tutte le parti alla prima occasione; perché se voi avete qualcosa di concreto da domandare a chi vi invita ad andare al Governo, e quel qualcosa di concreto è rifiutato, voi dovete rifiutarvi di andare al Governo a mani vuote: cioè dovete andarvene per "la via della terza forza." Se invece non avete niente da domandare, tutte le occasioni saranno buone per combinare pateracchi o coi clericali o coi comunisti. 775 Bibloteca Gino Bianco

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