Gaetano Salvemini - Scritti vari (1900-1957)

Italia scombinata coglierebbero intorno a sé un vasto esercito di uomm1 e donne (una "terza forza") se avessero la certezza di obbedire a uno stato maggiore non asservito alle miserabili vanità di persone, che, diventate ministri, non sono in fondo, come scrisse una volta Ernesto Rossi, che "bischeri in automobile." Quei sottotenenti, sergenti e caporali che sono convenuti al Congresso di Firenze da tutta l'Italia, si sono messi in moto perché hanno sentito albeggiare la speranza che non serviranno anche questa volta alle vanità· di qualche "bischero in automobile, 11 perché hanno sentito che occorreva finalmente dire basta a chi pretende continuare in eterno a fare il gioco e dei clericali e dei comunisti, mettendosi al servizio dei clericali, in odio ai comunisti. Sono socialisti, come risulta, senza possibilità di equivoco, dalle corbellerie di cui hanno infarcito la loro dichiarazione ideologica e la loro dichiarazione programmatica. Ma, come ho detto, si tratta di esercitazioni che da mezzo secolo hanno fatto la barba, e di cui nessuno si occupa, né per consentirvi né per dissentirne. Al di sotto di quelle elucubrazioni, di cui non possono fare a meno i piccoli borghesi intellettuali che hanno letto (o piuttosto non hanno mai letto) Carlo Marx, c'è una esigenza sempre viva e sempre fresca: quella del socialismo a cui crede il proletariato vero, che di Carlo Marx conosce solo i ritratti. "Da quando ero piccina," mi diceva pochi giorni or sono una donna del popolo, "io sono stata sempre socialista." "Che cosa intendi per socialista? " "Intendo che ci dovrebbe essere un po' di bene per tutti. Mi avvicino alla vecchiaia; allora non potrò piu lavorare; non è giusto che io vada a Montedomini o a domandare l'elemosina." Quella donna non aveva mai domandato in vita sua la socializzazione degli strumenti di produzione e ·di scambio. Su mille seguaci dell'apparato comunista, forse non uno ha un'idea precisa di quel che gli darebbe "Baffone," ma tutti vogliono "un po' di bene per tutti." Gli uomini raccolti a Firenze vogliono che ci sia un po' di bene per tutti, anche se hanno sepolta questa loro umanità che è la sorgente perenne del socialismo sotto una piramide di parole insulse. Non solo vogliono un po' di bene per tutti, ma sentono che quel po' di bene per tutti si può raggiungere soltanto attraverso un' azione politica nuova, nella quale non si sperperino attività prez10se, come sono state sperperate negli anni trascorsi. Con questo non affermo che non vi siano pericoli nel socialismo degli uomini convenuti a Firenze. Di tanto in tanto è affiorata nelle discussioni ed ha fatto capolino anche nelle su lodate dichiarazioni una pretesa di monopolizzare per i socialisti unitari ogni forma di azione che non sia né clericale né con:iunista. Auguro con tutto il cuore che questa pretesa resti nelle dichiarazioni di cui nessuno già si ricorda. Oltre alle possibilità di un Partito socialista democratico, indipendente e dai clericali e dai comunisti, esistono in Italia numerosissime altre forze non disposte a lasciarsi classificare come socialiste, ma disposte a collabo774 BiblotecaGino Bianco

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