Il "privilegium fori" il dovere della protesta contro un regime totalitario, che condanna come criminali attività le quali sono perfettamente legali nei regimi liberi. Messo di fronte alle condanne dei due alti prelati, per i cui processi nessun permesso era stato domandato al Vaticano (che, del resto, non avrebbe dato nessun permesso!), il Vaticano non ha affermato esplicitamente la dottrina canonica del "privilegium fori." Né ha protestato contro le condanne in nome dei principi liberali, perché non aveva mai badato a siffatti principi, quando gli oppositori politici erano condannati, non in regimi totalitari comunisti, ma nei regimi totalitari fascisti di Mussolini e di Franco. Il Vaticano ha scatenato le proteste dei cattolici in tutto il mondo, affermando che i due prelati furono condannati per ragioni non politiche, ma religiose. Insieme ai due prelati furono processati e condannati, in Ungheria, anche un certo numero di laici, alcuni dei quali si comportarono con grande dignità e coraggio. Ma di essi il Vaticano non si è interessato, e perciò i cattolici non se ne interessano. Non si interessano neanche del vescovo luterano Lajos Ordnes, che nel 1948 fu condannato a morte in Ungheria, su accuse analoghe a quelle di cui dové rispondere il Cardinale. E non si interessano nemmeno dei ministri protestanti, che sono stati condannati in Bulgaria per le stesse ragioni. A costoro non si applicherebbe il "privilegium fori" come a un arcivescovo e a un cardinale della Chiesa cattolica. ' Se le proteste cattoliche otterranno mai il risultato di far liberare i due alti prelati, il Vaticano sarà riuscito a far prevalere de facto, se non de jure, il principio del "privilegium fori." Beninteso che questo privilegio de facto diventérebbe anche privilegio de jure, dove e quando il Vaticano potesse far accettare la dottrina canonica nella sua integrità, invece di adattarsi a compromessi per evitare mali maggiori. Ieri nel caso Stepinac, come oggi nel caso Mindszenty, si rimescolano insieme per protestare cinque differenti gruppi di persone: 1) I cattolici, che protestano solamente perché si tratta di ecclesiastici cattolici, i quali dovrebbero godere del "privilegium fori"; protesterebbero anche se fosse luminosamente provata la responsabilità politica degli accusati, dato che giudici secolari non dovrebbero mai esercitare giurisdizione su vescovi, arcivescovi e cardinali. 2) Quei protestanti che protestano anche contro le condanne dei ministri protestanti in Bulgaria; costoro non pensano a rivendicare nessun "privilegium fori"; ma visto che i cattolici protestano per un cardinale, essi non vogliono rimaner da meno, e protestano anch'essi per i loro ministri protestanti; non hanno mai protestato per migliaia di laici condannati su le stesse accuse e con la stessa procedura. 3) Tutti coloro che pensano solo a fare "la guerra fredda" contro i comunisti, e perciò protestano contro le condanne solo perché furono pronunciate sotto un regime totalitario comunista; non hanno mai protestato, e non protesterebbero mai, se condanne analoghe fossero pronun771 Bibloteca Gino Bianco
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