I giornali significa mettersi in guardia contro gl'interessi che ciascun giornale ha l' o~- bligo di difendere. Se, per esempio, tutti sapessero che La Tribuna aveva alcuni anni or sono 600 mila lire di debiti, e che questi debiti furono pagati dall'avvocato Vittorio Rolandi-Ricci, tutti capirebbero perché La Tribuna è il giornale del protezionismo siderurgico. Dove trovò il signor Tommaso Palamenghi-Crispi2 il denaro per mantenere La Concordia nel periodo della neutralità e durante il primo anno della guerra? Chi dà a Filippo Naldi3 il denaro per tenere pronta a Roma da un anno tutta la organizzazione per lanciare al momento opportuno un nuovo giornale? È vero che Il Messaggero è oggi proprietà della ditta Parodi di Genova? Quanti giornali attinsero nelle casse del Banco di Roma nella primavera ed estate del 1911, quando occorreva lanciare la guerra libica? Tutti questi misteri o quesiti, se avessero una risposta ufficiale e documentata, aiuterebbero assai il pubblico italiano a raggiungere quello, che noi riteniamo essere il primo indispensabile gradino dell'educazione politica: l'abitudine cioè di considerare sistematicamente i giornali quotidiani di tutti i partiti' come fabbriche di bugie, e i giornalisti professionali di tutti i partùi come mentitori professionali, salvo prova in contrario. La mozione socialista per l'inchiesta sui giornali noi la consideriamo, anzi, come un primo passo verso una legislazione, la quale sottoponga stabilmente le finanze di tutti i giornali al sindacato governativo e alla pubblicità periodica. Noi vorremmo che le aziende giornalistiche, a somiglianza delle banche, fossero sottoposte a una revisione annuale di tutti i loro libri contabili, i quali dovrebbero essere tenuti in forma legale come quelli di tutti gli altri commercianti di prodotti non meno equivoci della carta stampata. In base ai resultati di questa ispezione annuale, ciascun giornale dovrebbe pubblicare, anno per anno, i titoli di entrata e di uscita del proprio bilancio, distinguendo fra le entrate, gli abbonamenti, la minuta vendita, la pubblicità con la indicazione delle case da cui viene pagata, e i sussidi con la indicazione di coloro che spesano i sussidi. Se i giornali riescissero a dissimulare le fonti delle loro entrate con prestanomi, si esporrebbero a gravi rischi per il caso che fosse scoperta la menzogna: ni'hil est occultum quod non revelabitur, o prima o poi. Eppoi, anche il prestanome avrebbe un suo significato, e non tarderebbe a suscitare i sospetti. Staremo ora a vedere se i deputati socialisti ufficiali la loro mozione l'hanno presentata ... sul serio. Giornalisti e deputati di tutti i partiti formano nel retroscena una organizzazione cos.1compatta di gente interessata 2 Palamenghi Crispi Tommaso, avvocato, deputato per la XVIII e la XIX legislatura. Nipote di Crispi, fu suo segretario particolare e segretario capo alla Presidenza del Consiglio dal 1887 al 1891. Fondatore e direttore de "La Concordia." [N.d.C.] 3 Naldi Filippo, direttore dell'interventista "Il Resto del Carlino." [N.d.C.] 485 Bibloteca Gino Bianco
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