Nulla dies... 1 La soluzione, a nostro parere, è proprio quella che il Gentile considera come rimedio inefficace: la sconfessione immediata, aperta, risoluta dei movimenti operai simili a quelli di cui parliamo. Nessuno potrà mai evitare che un gruppo di operai minacciato dalla disoccupazione si sforzi alla meglio di sfuggire alla crisi, e domandi lavoro allo Stato, se per poco possa sperare per questa via di risolvere il problema. Quello che si può e si deve evitare è che siffatti tentativi disperati sieno considerati come eroici sforzi di socialismo magari rivoluzionario e sindacalista, e abbiano la solidarietà e l'appoggio delle altre organizzazioni economiche e politiche della classe lavoratrice. Il Governo non cederebbe o cederebbe meno facilmente alle pressioni degli Orlando, degli Ansaldo, dei Rolandi Ricci e di altri simili imprenditori di industrie che vivono quasi esclusivamente delle ordinazioni pubbliche, se sapesse che queste ordinazioni susciteranno le critiche e le proteste dei partiti democratici, né piu né meno che un qualunque scandalo del Palazzo di Giustizia. E le agitazioni d~i "poveri operai" rimarrebbero senza efficacia, e dopo un penoso ma necessario periodo di crisi, i lavoratori disoccupati troverebbero occupazione in altre industrie meno bisognose del biberon governativo. Invece il Governo vede che in questi casi sono proprio i socialisti, magari rivoluzionari e sindacalisti, a mettersi a capo delle agitazioni per amore di popolarità, e a secondare le manovre dei capitalisti. Il Governo sa che nessun deputato socialista, per quanto rivoluzionario, gli chiederà mai conto dei favori, che concederà all'Ansaldo o all'Orlando o alla Miani Silvestri sotto la pressione dei "poveri operai." E cede ed è lieto di cedere. E i lavoratori, che non sanno o non possono far dimostrazioni addomesticate o rivoluzionarie, pagano le spese della "collaborazione di classe" fra i capitalisti e gli operai delle industrie privilegiate. Il Gentile teme che i casi di Livorno, di Napoli, ecc., possano "moltiplicarsi all'infinito," e dare origine a "un proletariato che per ragioni di esistenza divenga il puntello piu valido delle peggiori cricche affaristiche." Il pericolo non esiste. Il privilegio non può generalizzarsi. Finché si tratta di favorire alcune decine di migliaia di "poveri operai," sparsi qua e là, a spese dell'intero proletariato, la cosa va. Ma un intero proletariato, che divenga puntello delle cricche affaristiche, è un assurdo, perché allora non ci sarebbe piu chi pagherebbe le spese dell'affarismo. L'errore commesso dai socialisti di tutte le scuole in questo decennio 1 Da "L'Unità," Il, n. .35, 29 agosto 191.3. Postilla a firma "L'Unità," ad una lettera di Panfilo Gentile che, dopo aver richiamato i casi già denunciati da "L'Unità" avvenuti alla Spezia, a Livorno, a Napoli, a Novi Ligure, di operai costretti ad associarsi agli industriali per premere sullo Stato e ottenere ordinazioni, ed aver denunciato il pericolo che tali casi assumessero proporzioni sempre piu allarmanti, invitava "L'Unità" a considerare seriamente il problema e ad indicarne la soluzione. [N.d.C.] 421 Bibloteca Gino Bianco
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