Gaetano Salvemini - Scritti vari (1900-1957)

Da "L'Unità" Il socialista rivoluzionario La manifestazione culmina naturalmente in un comizio, in cui parlano oratori socialisti, riformisti e rivoluzionari, de_iquali nessuno si domanda se in quel momento si commette o no una porcheria, ma ciascuno ha cura di presentare mascherata con le proprie formule ideologiche la medesima porcheria. I rivoluzionari adoperano il tono maggiore. "Se gli industriali della, Carbonifera presumono troppo," dice il compagno Gino Galliardi, segretario della Camera del lavoro, "lo Stato esproprii lo stabilimento e lo esercisca per conto suo." E cosi si immagina di "ritornare ai principii" e di fare la propaganda "massimalista," come raccomanda l'Avanti! ai rivoluzionari coscienti. Un altro rivoluzionario comme il faut, Carlo Azimonti, dopo avere "con vibrante oratoria" dimostrata la "insipienza del Governo in tutte queste dolorose crisi che travolgono i mercati operai" - ecco la "critica della società capitalistica" - termina "invitando i lavoratori a mantenersi uniti, additando come esempio i forti lavoratori di Ravenna." I quali - doveva aggiungere - minacciando scioperi e invadendo le città, obbligano il governo a concedere alle loro cooperative lavori pubblici magari inutili, con grande soddisfazione degli odiati borghesi, che dai continui lavori pubblici vedono centuplicati i valori delle loro terre, mentre i lavoratori delle altre regioni d'Italia, che non hanno ancora imparato l'arte del ricatto ... rivoluzionario, pagano colle tasse le spese della collaborazione trivellatrice. Il socialista rz"formista I socialisti riformisti, invece, adoperano il tono minore: e non è detto che sieno perciò meno colpevoli dei rivoluzionari: tutt'altro! "È questa," dice l'onorevole Canepa3 in un discorso anguillesco, degno in tutto e per tutto di un riformista tanto di destra quanto di sinistra, "una di quelle vicissitudini che caratterizzano la incertezza della vita nel presente· regime sociale. La solidarietà collettiva è irrisa. L'economia borghese insegna il nudo e freddo tornaconto e non si· preoccupa delle conseguenze. Anche la Sodetà carbom'fera oggi· si duole i·nsieme agli' operai, sebbene i suoi uomini nei tempi floridi abbiano potuto accumulare ingente riserva, mentre gli operai con lo scarso salario, che non permette risparmi, sono alla fame. Alla Società carbonifera si potrebbe rispondere colle massime del vangelo capitalistico." Ma gli operai sono generosi ... a spese di Pantalone, ed accorrono in aiuto delle riserve della Carbonifera e dei salari propri. Però "rivendicano il diritto ·di dire intero il proprio pensiero." E il proprio 3 Canepa Giuseppe (1865-1948), giornalista e uomo politico, fondatore e direttore de "Il Lavoro" di Genova, partecipò nel 1912 alla fondazione del Partito socialista riformista. [N.d.C.] 416 BiblotecaGino Bianco

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