I "pOtJerioperai" di N ovi Li gut·e Ma, non appena fu conosciuta in aprile la deliberazione delle Ferrovie, la Carbonifera minacciò la chiusura. E per conseguenza gli operai cominciarono ad agitarsi in difesa del "pane e lavoro." Non è lecito essere severi con questa povera gente. Minacciati a un tratto dalla disoccupazione, era naturale che corressero ai ripari, e che in questo sforzo seguissero la linea del minimo mezzo: "Il Governo ci toglie il lavoro; protestian10 contro il Governo, affinché continui a darci lavoro." La, mani/ estazione delle mattonelle Ciò che muove a sdegno e a pietà è l'atteggiamento dei socialisti. La differenza fra un socialista, che si rispetti, e un politicante demagogo qualunque, non può essere che una sola: il primo ha un punto di vista - l'interesse e il diritto della intera classe lavoratrice - che lo guida volta per volta a sceverare le iniziative da incoraggiare e le iniziative da ostacolare, e che l'obbliga anche, se occorre, ad opporsi a quegl'impulsi istintivi e ciechi dei singoli gruppi locali o professionali, che sieno in contrasto con gl'interessi generali della classe lavoratrice; il secondo non ha nessun punto di vista, salvo quello di secondare, sempre e ad ogni patto, senza scrupoli e senza esitazioni, qualunque anche piu iniquo e antisociale impulso di quei soli gruppi, di cui per interesse o per vanità egli tende ad essere il servitore e il patrono. Nel caso di Novi Ligure, la linea di condotta dei socialisti era nettamente tràcciata: sforzarsi con le migliori maniere possibili di ricondurre gli operai della Carbonifera a una visione piu equa dei loro diritti e dei loro doveri, rifiutare il loro consenso a qualunque agitazione mirasse a far prevalere l'interesse del gruppo operaio di Novi Ligure sull'interesse finanziario dello Stato, che in questo caso è l'interesse di tutti i contribuenti proletari italiani. Invece... Invece ecco che cosa racconta il socialista Lavoro intorno alla "solenne manifestazione" fatta a N ovi Ligure per "la minacciata chiusura della Carbonifera" e per "ottenere la revoca di deliberazioni che getterebbero sul lastrico migliaia di lavoratori." Nella solenne manifestazione, i proprietari sfruttatori della Carbonifera sono d'accordo con gli operai sfruttati. "Tutti gli stabilimenti erano chiusi," racconta il giornale di Genova, "tutta la cittadinanza, senza distinzione di partito, ha dato il suo spontaneo [sic] assenso agli operai carboniferi, che hanno ingaggiato una viva lotta contro il Governo per il diritto alla vita." È un caso tipico della cosiddetta "collaborazione di classe," che dovrebbe piuttosto chiamarsi "collaborazione di gruppi contro tutte le classi"; perché in essa un gruppo d'industriali e il gruppo dei loro operai si mettono d'accordo per assalire la corriera dello Stato, e assicurarsi un privilegio ingiusto a spese di tutto il resto della borghesia e del proletariato. 415 Biblote.ca Gino Bianco
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