Gaetano Salvemini - Scritti vari (1900-1957)

Milizia e massoneria ricali che fanno un'aperta politica militante; ma a quelle sette clericali, come i gesmt1, che annodano fila innumerevoli e tenaci per fare ligi a sé quanti piu pezzi grossi possono, e per influire sugli ufficiali mediante validi appoggi nella carriera e nella giustizia. A Tripoli, in verità, s'è manifestata una gara vera e propria d'influenze settarie. Anche i clericali non sono stati meno audaci e petulanti dei massoni. Bisogna ricordare che lo sfoggio di confessionalismo è stato, senza dubbio, eccessivo. C'erano troppi preti e troppi frati al seguito dell'esercito, si celebravano troppi e inutili riti nelle trincee e nelle città, perché i massoni non si sentissero quasi provocati a gareggiare nelle influenze e a dimostrarsi piu potenti. Da ciò si desume il problema vero che sta a base della questione attuale. La massoneria seduce gli ufficiali non con le sue idee, ché non ne ha, o sono idee banalissime, stupide o inconcludenti, ma coi favori. Altrettanto si dica dei clericali. Gli ufficiali non hanno piu fiducia alcuna nell'efficacia delle leggi e nella giustizia dei superiori. Chi si fa massone, tenta di ottenere con questo mezzo ciò che per vie legali è spesso impossibile ottenere. Non sentendosi abbastanza garantiti dalla legge contro gli arbitri, le personalità, le camorre ministeriali e interne, gli ufficiali pensano ad accaparrarsi la protezione di un ente estralegale e si fanno massoni, oppure, dove lo credono piu opportuno, si affidano ai clericali. Da anni e anni fermenta nell'esercito una crisi morale tremenda. La fede nella giustizia e nella legalità sono state scosse, e solo si crede nell'arbitrio e nelle influenze personali; e siccome, purtroppo, per i piu degli ufficiali l'esercito è una carriera come un'altra, si crede che l'arrivare dipenda tutt'altro che dai meriti positivi individuali, bensf dalle preferenze accordate dai potenti. È diffusa per tutti i ranghi l'opinione che chi è arrivato è stato portato sul collo dai suoi protettori, chiunque esso sia. Peraltro sarebbe ingiusto credere che solamente l'esercito versi in queste condizioni. Prima dell'esercito la massoneria e il gesuitismo hanno invasi e disorganizzati i partiti, poi lo Stato e la Chiesa, la magistratura e gli ordini religiosi, i professori e i preti, ecc. Si tratta evidentemente di uno stato di c06e generale e gli organismi intaccati da questa crittogama del massonismo sono tanto piu numerosi e delicati dell'esercito stesso. Orà è chiaro che per combattere questo male non bastano i pavidi ed equivoci "moniti" di un ministro, né le proposte dei giornali che domandano agli ufficiali di sottoscrivere delle dichiarazioni antimassoniche. Ci vuol altro! Bisogna instaurare nelle organizzazioni e negli istituti pubblici il regno della legalità e della giustizia e cooperare concordemente al suo mantenimento. Bisogna ridare ai gregari la fiducia assoluta nella rettitudine dei loro capi, se si vuole la disciplina e l'indipendenza dalle sette. Ora noi non sappiamo se i piu fra gli attuali lanciatori di fulmini antimassonici abbiano mai fatto alcuno sforzo sincero per esigere che nell' esercito, come nella magistratura, come nella scuola, come in tutte le pubbliche amministrazioni, ci sia maggiore rettitudine, maggiore giustizia, maggiore difesa dei deboli e degli umili contro gli abusi dei potenti. Per esempio, allorché si trattò di far passare quella legge su lo stato giuridico degli impiegati civili, che mette gl'impiegati in assoluta balfa dei direttori generali, senz'altra possibile difesa che le inframettenze parlamentari o le protezioni pubbliche o segrete dei partiti politici e dei partiti politicanti, ad elevare al cielo quella legge come opera di grave sapienza politica, c'erano in prima fila (e in combutta, beninteso, con molti giornali anche massonici) tutti gli attuali clerico-nazionalisti-moderati antimassoni. Motivo per cui non mi sembra molto arrischiato l'affermare che la presente campagna antimassonica è diretta dall'intento di sostituire il mo413 Bibloteca Gino Bianco

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