Da "L'Unità". coll'aiuto delle nostre esperienze, a sbrogliare la loro matassa: o verranno con noi, o passeranno nel campo opposto al nostro. Questo non vuol dire che i vecchi ideali democratici, pur rimanendo in noi sempre vivi nei loro nuclei fondamentali, non debbano essere m molte parti rielaborati, meglio chiariti, piu rigidamente formulati. Un processo di revisione è, evidentemente, necessario. La discussione .finora avvenuta è stata utile, mi sembra, a mettere m rilievo questa necessità. Discutiamo, dunque. Milizia e massoneria1 Che debba essere vietato agli ufficiali dell'esercito e della marina di far parte della massoneria, come di ogni altra associazione politica pubblica o segreta, di qualunque colore, non mi sembra si possa in buona fede negare. Gli ufficiali della marina e dell'esercito non godono, né possono godere incondizionatamente dei diritti di tutti gli altri cittadini. E uno dei diritti, che ad essi è giustamente interdetto, è quello di parecipare ad organizzazioni pol.itiche. Questo divieto è un effetto necessario del diritto che essi hanno di andare armati e di comandare delle forze armate. A che si ridurrebbe la libertà di un paese, qualora fosse lecito a quella classe di cittadini, che dispone della forza armata, di partecipare alle lotte dei partiti politici, discutere nelle assemblee, intervenire nelle dimostrazioni - ché anche questo è un diritto politico incontestabile - colla sciabola al .fianco e col revolver sotto la tunica? Perciò lo Statuto del regno riconosce che l'esercizio di certi diritti politici, appartiene solamente ai cittadini "pacifici e senza armi." Quel che si deve chiedere, oggi e sempre, è che la misura, che s'invoca oggi contro la massoneria, sia estesa sempre a tutte le altre organizzazioni politiche di qualunque colore... Sarebbe bene, inoltre, che in questa discussione sulla massoner,ia, l'opinione pubblica vedesse un problema di organizzazione nazionale, e assai serio e profondo, che non si risolve con un semplice verboten. L'esercito - scrive nell'ultimo numero dell'Azione di Cesena una persona che ci sembra abbia messo proprio il dito sulla piaga: - non è immune nemmeno dal pericolo clericale, altrettanto nocivo quanto il pericolo massonico. Non intendo alludere ai de1 Da "L'Unità," II, n. 22, 30 maggio 1913, a firma "L'Unità. 11 [N.d.C.] 412 Bibloteca Gino Bianco
RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==