Il congresso dei conservatori le loro rappresentanze politiche si tengano in contatto amichevole con le prefetture, cogli uffici del genio civile, coi funzionari dei ministeri, e quindi di essere ministeriali; i quali debbono "conservare le loro posizioni" - com'è detto nella relazione dei riformisti di destra - e perciò non possono correre il rischio di quelle che una volta si chiamavano campagne r.iformatrici, epuratrici, rinnovatrici della vita nazionale, e che oggi si chiamano con ironia "bei gesti," "pazzie," "mancanza di praticità," "fantasie da esaltati." Non si può nello stesso tempo sollecitare dal Governo lo scioglimento di un consiglio comunale, o la concessione di un grosso appalto a licitazione privata, e tenersi liberi da ogni impegno per combattere il Governo, se nello stesso tempo nella pol.itica generale del Paese si segue un indirizzo sbagliato. Perciò è indispensabile tenersi latitanti di fronte a tutti quei problemi di politica generale, su cui si teme di non trovarsi d'accordo col Governo. E poiché chi si rifiuta di trattare le questioni vitali per il paese deve rinunziare ad avere con sé il Paese - ecco i riformisti rimanere affannosamente legati ai blocchi, per compensare con l'aiuto dei cosf detti partiti affini la indifferenza o la ostilità della classe lavoratrice che essi sentono di avere sempre trascurata e di cui sentono di non potersi seriamente curare, mentre dovrebb'essere la loro base naturale; eccoli precipitarsi sul ministerialismo come la miseria sul mondo, per trovare nell'amicizia e nell'appoggio elettorale del Governo un surrogato di quelle forze che sentono di non possedere nel libero consenso delle moltitudini lavoratrici. E poiché qualche cosa bisogna pure dirla ad un paese cui si chiedono i voti - qualche cosa che abbia almeno l'apparenza di un interesse piu largo di quello delle cooperative di consumo di Roccabianca, o delle finanze comunali di Massafiscaglia -, ecco i riformisti costretti, volere o volare, spinte o sponte, a seguire la democrazia radicale nella turlupinatura anticlericale: nuovo programma possibile per chi vuol darsi l'aria di essere "avanzato," senza correre nessuna delle alee e delle fatiche di un avanzamento reale. Tutt'al piu riesciranno a far accettare in ricambio dai loro alleati, nel programma comune, qualche riforma sociale, o piu probabilmente qualche "anticipo," qualche "avviamento," qualche "acconto" di riforma sociale ad uso e consumo dei soliti gruppetti, che immaginandosi di essere il "proletariato di tutto il mondo," e credendo che una conquista propria sia una conquista del "proletariato di tutto il mondo," si dispongono in uno stato di sereno ottimismo per l'elemosina ricevuta, sono conv,inti che il "proletariato di tutto il mondo" debba essere contento e ministeriale come essi, e se non è contento colpa sua, e l'onorevole Giolitti non può far miracoli, e non bisogna sacrificar l'uovo d'oggi alla gallina di domani, e se qualche malcontento non sta quieto ed è perciò ammazzato da qualche "pallottola errabonda," bisogna pigliarsi questa "fatalità" in santa pace, ed aspettare dal progresso della "educazione politica delle masse" che non avvengano piu guai, ecc. ecc. ccc... 395 BiblotecaGino Bianco
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