Il congresso dei conservatori Oppure preparazione a base di cnt1ca concreta dell'azione giornaliera della "borghesia": in modo che il "proletariato," osservando giorno per giorno gli spropositi o le cattive azioni della "borghesia" e rendendosi conto concretamente di quel che invece occorrerebbe fare caso per caso per non commettere gli stessi errori o le stesse ingiustizie, si prepari con un continuo arricchimento della propria cultura politica e delle proprie capacità tecniche alla futura gestione? - Ed ecco ripresentarsi il problema di un programma concreto di azione immediata: programma fatto via via di critica dell' opera della "borghesia" e di contrapposizione positiva dell'opera che risponderebbe ai bisogni e agl'ideali del "proletariato"; programma, sia pure, nella ipotesi rivoluzionaria, di semplice propaganda e di agitazione, lanciato H senza nessuna speranza di attuazione, diretto solo a dimostrare al "proletariato" quel che si dovrebbe e si potrebbe fare, ma che la "borghesia" certo non farà; ma programma sempre immediato, positivo, concreto, adeguato alle condizioni presenti dell'Italia, desunto dalla critica di queste condizioni e dallo studio dei bisogni presenti della classe lavoratrice italiana. Critica, studio, elaborazione di un programma concreto: operazioni non facili: molto piu facile e piu comoda è la rivoluzione: viva dunque la rivoluzione ! Una rivoluzione beninteso per modo di dire. Sebbene fra i rivoluzionari intransigenti non manchi qualche carattere degno di rispetto per la dirittura ,di coscienza o per la tenacia fachiresca con cui ripete da tant'anni sempre le stesse obiurgazioni, la verità è che la grande maggioranza dei rivoluzionari vuole la rivoluzione come possono volerla i piu pacifici e i piu rassegnati fra i riformisti di destra. Parecchi fra i caporioni rivoluzionariintransigenti sono... massoni. E non c'è bisogno di essere dotati di spirito profetico per prevedere che anche questo trionfo dei rivoluzionari nel Partito socialista sarà di breve durata: infetti dalla massoneria anch'essi, privi per giunta di quella furberia sorniona, che è un privilegio di parecchi riformisti piu navigaci, incolti, insipienti e fatui, non avranno bisogno di fare nessun grande sforzo e di aspettare troppo tempo per liquidarsi a furia di spropositi e di iniziative ridicole. Il loro predominio nel Partito socialista servirà solo, e meravigliosamente, agl'interèssi dei partiti conservatori, in quanto costoro non avranno mai da temere dai rivoluzionari un'azione politica, consapevole, sistematica, efficace per la soluzione in senso democratico di quei problemi doganali, tributari, amministrativi, di cui dovrà per forza occuparsi la prima Camera eletta dal suffragio quasi universale. Il rivoluzionarismo non è, in fondo, praticamente che l'indifferenza di fronte a tutti i problemi concreti immediati: è la latitanza politica degl'ingenui e degl'inetti. E i partiti conservatori non domandano ai partiti democratici che di rimanere sempre latitanti. I rivoluzionari-intransigenti sono d'accordo coi conservatori nel non volere occuparsi dei problemi concreti e attuali della nostra vita pubblica. 393 Bibloteca Gino Bianco
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