Gaetano Salvemini - Scritti vari (1900-1957)

Da "L'Unità" noscere quegli stessi difetti di leggerezza e di incoltura e quello stesso scarso senso della realtà, che hanno dato origine a tutti gli errori e a tutte le tristizie di tutti i vecchi partiti: con quest'aggravante, che siffatti difetti ed errori, applicati alla politica interna, sono assai meno pericolosi, che abbandonati a libera carriera nei nostri rapporti internazionali. Il punto da chiarire Sono queste le linee fondamentali dell'azione, che intendiamo svol.: gere. Sono questi i criteri costanti, che ci dirigeranno nell'attuazione di quel "programma," che non abbiamo pubblicato nel primo numero ma che vive in ogni linea del nostro giornale. Per la democrazia contro le degenerazioni dei politicanti della democrazia; per la nazione contro le farneticazioni dei politicanti del nazionalismo. Ma con quali forze? Con quali organizzazioni? È necessaria una nuova organizzazione, che rappresenti il nostro programma e il nostro sistema di idee? Oppure basterà piegare alle nostre idee qualcuna delle vecchie organizzazioni? Ed è proprio necessaria una organizzazione di partito, per attuare un dato programma, per far prevalere nel paese un dato sistema di idee? Non basta rivolgersi agli uomini di buona volontà? Su questo problema, fondamentalissimo, proposto alle nostre discussioni da Benedetto Croce (n. 7 dell'Unità), e discusso poi da Rodolfo Savelli (n. 9 dell'Unità), e da Pantaleo Carabellese (n. 12 dell'Unità), la discussione - non ne dubitiamo - procederà seria ed utile fra i nostri collaboratori ed amici. La direzione del giornale intende lasciare su questo "punto da chiarire" la piu ampia libertà a chi desidera partecipare all' esame del problema. Una democrazia sana - Postilla1 Lungi dall'avere affermato che una "democrazia sana" non abbia nulla da fare oggi in Italia, noi andiamo, invece, continuamente affermando 1 Da "L'Unità, 11 I, n. 5, 23 marzo 1912, a firma "L'Unità." In un articolo non firmato apparso ne.! numero del 2 marzo 1912 de "L'Unità" Salvemini aveva scritto: "Mille volte meglio per il paese nostro, nelle condizioni attuali, un centinaio di nazionalisti e di preti, che l'attuale congregazione di politicanti disci;editati. I nazionalisti e i preti li conosciamo, e potremo vincerli con la forza della nostra fede e della nostra volontà. I democratici, invece, sono l'equivoco che ci disorienta." In una lettera a "L'Unità" del 15 marzo 1912, Italo Mario Sacco deplorava che nell'articolo sopra citato fossero stati confusi insieme "nazionalisti" e "preti"; e sosteneva che della "democrazia sana" facevano parte molti sinceri cattolici, e citava tra questi l'onorevole Filippo Meda. [N.d.C.] BiblotecaGino Bianco

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