Che cosa vogliamo? fondere l'opera nostra con quella di coloro, che degli errori e delle colpe dei politicanti democratici intendono approfittare per conservare in Italia quei vecchi disordini e parassitismi, contro cui non ha saputo lottare, anzi di cui si è resa complice attiva, la vecchia democrazia. Per la nazione contro i nazionalisti Questa nostra posizione ideale e pratica, che continueremo a chiamare "democratica" finché non ci si proponga a indicarla un termine meglio appropriato e meno equivoco, spiega perfettamente perché siamo anche risolutamente antinazionalisti. Nel nazionalismo noi vediamo un movimento fondamentalmente conservatore e antiproletario, che alcuni nazionalisti cercano ancora meglio che possono di dissimulare, ma che le necessità dell'azione faranno ben presto venire in chiaro. E badiamo: un nazionalismo, anche francamente reazionario, noi lo considereremmo come un opportuno e benefico vivificatore delle nostre energie nazionali, se in esso potessimo riconoscere un rimedio serio alla insincerità e meschinità della nostra vita pubblica; - se esso diffondesse davvero un piu acuto ed attivo sentimento del dovere, che tutti abbiamo, di subordinare gl'interessi degli individui e dei gruppi a quelli della_Nazione; - se amor di patria e sentimento nazionale significassero, per i nostri nazionalisti,, sentire e studiare seriamente i grandi paurosi problemi della nostra vita interna ed espansione esterna, e volere una profonda riforma del nostro carattere e dei nostri istituti; - se potessimo sperare dal diffondersi dell'ideale nazionalista, in opposizione alla pratica inevitabile della lotta di classe, un vero permanente miglioramento dello spirito nazionale, ottenuto con uno sforzo continuo di disciplina, di sacrificio, di studio, di lavoro, diretto a raggiungere una sempre piu alta utilità generale. E tale realmente il nazionalismo è in alcuni pochi nazionalisti migliori. Ma, quale ci si presenta nei piu, esso non solo è un movimento profondamente antidemocratico, ma è soprattutto la volontà arbitraria di negare i problemi della nostra vita interna e di farli dimenticare con diversivi di avventure diplomatiche e militari, a vantaggio di tutti quegl'interessi parassitari e antinazionali che da un vigoroso sforzo di riforme interne uscirebbero distrutti. Peggio ancora: il nazionalismo, considerando e trattando le iniziative di politica estera non quali effetti necessari degli sviluppi spontanei delle interne forze nazionali - ai quali sviluppi dobbiamo tutti dar mano -, ma come tentativi incoordinati e affannosi per sfoggiare fuori dei confini della nazione attività che il Paese - quando le ha - deve volgere a conquiste veramente utili; il movimento nazionalista minaccia continuamente con mali difficilmente riparabili lo sviluppo omogeneo ed equilibrato della nostra Nazione. Ed in esso noi non possiamo non rico38-7 Bibloteca Gino Bianco
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