Gaetano Salvemini - Scritti vari (1900-1957)

Da "L'Unità" mocrazia; il disgusto, che in questi ultimi anni è andato crescendo in noi, via via che i partiti della democrazia si rivelavano inconsapevoli e indifferenti dinanzi a tutti i profondi problemi della vita italiana, e mal riuscivano a dissimulare il vuoto del loro programma e la ignoranza della nostra realtà nazionale col fragore dell'anticlericalismo massonico e bloccardo; ìl bisogno, che noi sentiamo, di una nuova azione politica, assolutamente diversa da quella in cui si sono disonorati e disfatti i tradizionali partiti democratici - tutti questi sentimenti non c'impediscono di dirci "democratici," anzi ci fanno sentire oggi piu che mai il dovere e il diritto di affermarci, risolutamente e permanentemente, "democratici." Non facciamo, beninteso, questione di parole. Se altra parola esiste per indicare quella concezione della vita pubblica, secondo la quale l'azione politica deve essere diretta a liberare da ogni parassitismo, non solo borghese ma anche sedicente proletario, lo sviluppo della ricchezza nazionale, a promuovere un continuo elevamento economico morale e politico della classe lavoratrice a beneficio di tutto il paese, a suscitare nella classe lavoratrice medesima la coscienza e la organizzazione che le consentano di essere essa stessa artefice prima delle proprie conquiste - se per indicare questa posizione ideale e pratica si trova che la parola "democrazia," troppo discreditata e vuotata di senso attraverso le aberrazioni e le degenerazioni dei vecchi democratici, non può servire, anzi crea degli equivoci, e si preferisce un'altra parola, noi accettiamo quest'altra parola senz'altro. L'importante è che rimaniamo bene intesi, che ciò che noi rimproveriamo ai partiti democratici tradizionali, non è il loro ideale astratto di elevamento autonomo delle classi inferiori: è, al contrario, la inettitudine a tradurre questa aspirazione generica in serie riforme concrete di utilità nazionale; - è la incapacità a dominare e coordinare gli appetiti e gl'interessi dei gruppi locali e delle categorie professionali in vista degl'interessi collettivi; - è il sacrificio continuo che essi han fatto degl'interessi permanenti collettivi agli interessi transitori dei gruppi; - è la impreparazione e l'assenteismo assoluto, che la piu parte dei politicanti della democrazia ha dimostrato in quest'ultimo decennio di fronte a tutti i problemi amministrativi, doganali, tributari, scolastici, internazionali, la cui soluzione urge pel nostro paese, e soprattutto dinanzi al problema meridionale,. che è la piu profonda e la piu terribile incognita della nostra vita di nazione; - è la confusione e l'anarchia morale, che essi hanno indotte nella vita pubblica, facendosi acquiescenti o complici di qualunque peggiore disordine e ingiustizia, pur di essere soddisfatti nelle loro sciocche vanità, nelle piccole ingordigie locali o professionali, nei loro miserabili rancori; - è il tradimento ormai sistematico e consapevole, che essi compiono, giorno per giorno, a danno delle classi lavoratrici ingenue e disorientate. Ma nel combattere, come noi facciamo, l'opera malefica dei gruppi, che tengono oggi il camp9 nella democrazia, noi intendiamo di servire precisamente quello stesso ideale, di cui essi si dicono assertori, mentre non fanno che adulterarlo e sfruttarlo. E non intendiamo in alcun modo con386 BiblotecaGino Bianco

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