Che cosa vogliamo? dente" e "libero" nel senso che non abbia un metodo di pensiero e di azione, ben determinato e preciso, da diffondere e da far prevalere. E il nostro amico Carabellese ha avuto perfettamente ragione, quando ha affermato nel passato numero dell'Unità che il nostro giornale sarebbe perfettamente inutile, se non volesse fare altro che discutere i singoli problemi, frammentariamente, alla cieca, senza un punto di vista il quale classificasse i problemi in ordine di urgenza, senza una gerarchia preconcetta di valori che dirigesse la ricerca delle soluzioni, senza, insomma, un sistema di idee. E questo sistema di idee noi lo abbiamo. E L'Unità è "dipendente" e "serva" di esso. E solo esso ha diritto di cittadinanza nell'Unità. Non per niente il nostro giornale si chiama L'Unità, e non putacaso L'Anarchia o L'Albergo del libero scambio. Con questo non diciamo che escludiamo dal giornale ogni opinione, che non coincida matematicamente con le nostre. Scritti, che contrastino anche aspramente col nostro modo di pensare, saranno sempre i benvenuti, se ci sembreranno seriamente concepiti e utili a pubblicare. Ma li pubblicheremo, per trarne occasione ad affermare contro essi il nostro "sistema di idee." Salvo, beninteso, che i nostri contraddittori ci convincano del nostro torto: nel quale caso L'Unità si farà un dovere di lealtà di riconoscere giusta la tesi prima avversata, e di passare a combattere per questa. Ma questo non vuol dire che un sistema di idee e un criterio fondamentale non debbano dominare il giornale e non lo dominino di fatto. Quale sistema d'idee? Quale criterio fondamentale? Riprenderemo nel prossimo numero la discussione. II Contro i democratici per la democrazia Quale sistema di idee, quale criterio fondamentale d'azione intende seguire L'Unità? A questa domanda, con cui abbiamo conchiuso l'articolo Che cosa voglt'amo? del passato numero, rispondiamo risolutamente e nettamente che L'Unità intende essere un giornale "democratico." Certo ci vuole un gran coraggio, oggi, in Italia, a dichiararsi "democratico." Quando la democrazia è ridotta a quel che è oggi in Italia, sia essa radicale, o repubblicana, o socialista, - l'idea d'esser democratico è naturale che faccia venire il freddo nella schiena a chiunque senta il dovere di amare sinceramente e utilmente il proprio paese prima di dirsi democratico. Eppure la sfiducia profonda, inc~ndizionata, sistematica, che sentiamo molti dell'Unità per quasi tutti gli uomini, che sventolano oggi nella Camera, nel giornalismo, nelle associazioni politiche il bandierone della de385 BiblotecaGino Bianco
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