Da "L'Unità" tempo romano, richiamandoci continuamente alle condizioni reali e ai bisogni della madre patria, illustrando la inutilità e i pericoli e i danni di una immediata penetrazione militare all'interno, ecc. ecc. E ci proponiamo di continuare ancora. Perché da lettere e da articoli, che riceviamo di qua e di là, vediamo che per parecchi amici il nostro "programma" non è ancora abbastanza chiaro, e il nostro atteggiamento sembra ad alcuni .finanche contraddittorio! Se nel "programma" dell'Unità avessimo voluto esporre le nostre convinzioni tripoline, in modo che tutti le vedessero fino dal primo momento ben concrete, ben complete e ben chiare e dimostrate - non dev' essere questo l'ufficio del "programma?" - ci sarebbe stato necessario per la sola questione tripolina adoperare un intero... volume. E per ogni altra questione sarebbe stato necessario un altro volume. Il "programma" sa- - rebbe diventato una biblioteca. E non sarebbe stato allora piu opportuno fare uscire il giornale. Chi vuol conoscere, dunque, il nostro "programma," bisogna che si adatti ad aspettarlo finché vivrà il giornale. Quando non avremo piu nulla da proporre di fronte ai singoli problemi della vita italiana, quando cioè non avremo piu "programma," il giornale morirà. E i lettori, per de.finire il nostro "programma," dovranno fare la sintesi di tutta la nostra opera passata. L'Unità è un giornale "indipendente" Cosf ragionammo, allorché demmo la vita all'Unità. Ma via facendo, ci siamo avvisti che la mancanza di un "programma" porta con sé notevoli inconvenienti. Il piu grave dei quali è che ci perviene ogni giorno un gran numero di manoscritti, i cui autori ci dicono: "L'Unità è certamente un giornale libero, indipendente, aperto ad ogni opinione sinceramente e seriamente espressa: eccovi quest'articolo. L'Unità è il solo giornale, su cui crediamo di potere liberamente scrivere quel che pensiamo: affidiamo a voi le nostre opinioni: pubblicatele." Ora questi scritti, se presi uno per uno sono ottimi. .. dal loro punto di vista, messi insieme, formano una congerie caotica di opinioni politiche, sociali, .filosofi.che,religiose, disparatissime. E se noi dovessimo o volessimo pubblicare tutto ciò che ci arriva dai quattro punti dell'orizzonte, L'Unità diventerebbe senz'altro la Torre di Babele. E mentre uno dei fini, anzi il fine fondamentale della nostra opera è proprio questo: aiutare, in questo periodo di disorientamento, mediante la esposizione e la propaganda di idee chiare e concrete, tutti gli sperduti nel buio ad analizzare se stessi ed a trovare la loro strada, anche contro di noi - noi con la pubblicazione di tanti scritti contraddittori, non faremmo se non aumentare la babilonia universale. Perciò, anche a costo di seminare intorno a noi qualche delusione, noi sentiamo il dovere di dichiarare che il nostro giornale non è "indipen384 BiblotecaGino Bianco
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