Fra storia e politica gistratura dormiva il sonno del giusto, finché le violenze erano fatte dai fascisti, e si risvegliava non appena gli altri assalivano o resistevano. "Si poteva andare avanti un pezzo cosf? No. Tutti lo dicevano" (p. 338). Motivo per cui avvenne la Marcia su Roma. Quale carnevale sia stata la marcia su Roma, il vecchio non sa. Racconta solamente che "decine di migliaia di giovani e giovanissimi dicevano: 'Chiamiamo Iddio sommo, chiamiamo lo spirito dei nostri morti a testimonio che un solo impulso ci spinge, una sola volontà ci raccoglie, una sola passione ci infiamma: contribuire alla salvezza e alla grandezza della patria.'" "Giunsero a Roma, entrarono in Roma" (p. 339). Dopo la Marcia Di quanto avvenne in Italia dopo la Marcia su Roma, il vecchio non ricorda né la strage di Torino nel dicembre 1922, né quella de La Spezia nel gennaio del 1923. Del resto, se qualche aspirante gerarca gli domandasse notizie su quei fatti e su quegli individui, il vecchio avrebbe pronta la sentenza: quando uno ha ricevuto dagli dèi l'ordine di fondare . ' una c1tta, ecc. ecc. ecc. La conquista di Corfu nell'estate del 1923? Mai sentita nominare! Ma la conquista dell'Abissinia, nel 1936, chi potrebbe mai dimenticarla? Il vecchio ha mille e una ragione per gongolarne, se vincere un popolo male armato e male organizzato col "fuoco che cade dal cielo," come gli abissini chiamavano gli aeroplani, è vera gloria; e se i quaranta miliardi di lire (di allora, cioè circa 2000 miliardi di oggi) spesi in quella impresa non fossero stati sottratti a 1.,1npopolo, un terzo del quale non stava molto meglio del popolo abissino, e s~ l'Abissinia avesse realmente posseduto abbastanza di "terre, foreste, miniere, bestiame" che potessero essere messe in valore, come novella il cantastorie, e se poi l'Uomo della Provvidenza che aveva sempre ragione, avesse lasciato il tempo di fruttificare a quei miliardi purtroppo reali e a quelle ricchezze anzi che no immaginarie! Di chi è la colpa? Dopo un trionfo di quel genere "chi non si sarebbe insuperbito? Apche Mussolini insuperbL Prese il titolo di Primo maresciallo dell'impero, come il re. Volle il comando di tutte le forze armate. Volle questo, volle quest'altro: anche cose che era meglio lasciar liberi gli italiani di volerle o non volerle, di volerle in un modo o in un altro." Mussolini "era diventato lui la Nazione, lui il Governo, lui il re." Per questo male, gli italiani, debbono "un po"' [sic!] dire mea culpa, . . . . essi per 1 pnm1. 368 BiblotecaGino Bianco
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