fra storia e politica sciasse2 all'Italia Gorizia, Trieste e le città della costa istriana coi loro contadi fino all'Arsa, e lasciasse tutto il resto della cosi detta Venezia Giulia alla Jugoslavia, era la unica soluzione territoriale ragionevole del problema italo-slavo, a condizione che i nazionalisti italiani al di qua, e _i nazionalisti al di là, fossero impediti dai rispettivi governi di dare sfogo, al di qua e al di là, agli odi stupidi che erano stati creati da quasi un secolo di lotte parrocchiali. Fu quella poi la linea Wilson. Maranelli e io avemmo il pieno consenso di Leonida Bissolati. Ed ho scoperto, nei Ricordi' di Carlo Galli, recentemente pubblicati, che il Galli, conoscitore profondo del problema adriatico, condivideva pienamente, nel 1915, la nostra opinione. Gli uomini di buon senso, come Galli e Bissolati, furono sopraffatti in Italia dal vocio dei nazionalisti. Furono costoro nel 1919, con Orlando e Sonnino, i responsabili del· fallimento di- - plomatico italiano nella conferenza della pace. Il problema dei rapporti tra italiani e slavi entro il nuovo confine italiano fu non risoluto, n1a esasperato, dalla politica che i nazionalisti e i fascisti italiani - in combutta con alcuni dalmati, istriani e triestini - instaurarono a cominciare dal 1920 nella Venezia Giulia, dopo averne avvelenato l'Italia. Contro quella politica delittuosa protestai sempre, prima in Italia, e poi fuori d'Italia. La triste esperienza fascista dimostrò, meglio che non avessimo previsto Maranelli ed io, che la protezione delle minoranze nazionali contro le prevaricazioni delle maggioranze era non meno essenziale per la pace che una equa linea di frontiera. Se i fascisti sgovernavano gli slavi con metodi malvagi, gli slavi avrebbero sgovernato peggio gli italiani se fossero stati i padroni. Bisognava affidare il governo tanto della zona italiana con minoranza slava, quanto della zona slava con minoranza italiana, non ad "uomini di frontiera" incapaci di guardare al di là dell'" aiuola che li fa tanto feroci," rna a funzionari estranei agli occhi locali, magari sotto la supervisione del Tribunale dell' Aja. Dati questi precedenti, mi trovai, durante la Seconda guerra mondiale, in una posizione morale solidissima per affermare negli Stati Uniti d'An1erica che la linea Wilson rappresentava l'unica soluzione ragionevole per il problema della frontiera italo-jugoslava, salvo sempre la necessità di mettere la museruola a nazionalisti italiani e nazionalisti slavi al di qua e al di là di quella frontiera. Era evidente, dopo che il duce mentecatto aveva dichiarato la guerra agli Stati Uniti, che l'Italia andava verso la disfatta militare (la quale riusd poi piu spaventosa di quanto fosse stato ragionevole aspettarsi). Da quel disastro bisognava salvare il salvabile. Cioè non illudersi di poter conservare le colonie in Africa, dopo che erano servite in pochi anni come basi per aggredire prima l'Abissinia, e poi le colonie inglesi e francesi sul 2 Maranelli Carlo (1876-1939), geografo, professore di geografia economica a Bari e a Napoli. In collaborazione con lui Salvemini scrisse La qttestione dell'Adriatico, in Opere, vol. II, pp. 285-447. [N.d.C.] 358 BiblotecaGino Bianco
RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==