Gaetano Salvemini - Scritti vari (1900-1957)

Fra storia e politica ta" avvenga da sé. "Oramai la gente nel ·combattimento c'è, per amore o per forza. Quello che vorrebbe sapere è: che cosa mettere dettagliatamente al posto dello Stato e della società che sono irrevocabilmente crollati [ ...] . Si tratta di scendere nei dettagli: quali saranno le istituzioni (politiche, economiche, amministrative), quali le forme di organizzazi"one, quali gli uomini. La gente media - e intendo tutti i non comunisti e tutti i non monarchici - vuol vederci al lavoro di ricostruzione" (p. 25). Rossi-Doria, che dissente da Lussu e consente con La Malfa, concorda su questo punto con Valiani: "bisogna rifuggire metodicamente dal generico e dall'impreciso e sforzarsi continuamente di impostare tutti i problemi con assoluto realismo, direi con tecnicismo, obbligando tutti ad uscire dal generico"; "scendere dall'empirico dell'ideale socialista generico e imprecisato, per guardare la terra del possibile e del reale" (pp. 82, 90). · Se guardiamo all'Italia quale è nell'anno di grazia 1955, ci viene voglia di leccarci le dita innanzi al programma "audace" ma "borghese" di La Malfa, anche in grazia di quell'" ecc. ecc.," il quale lascia aperta la via a chi sa quante altre succulente estensioni. La palingenesi di Lussu, attraverso cui operai, contadini e piccoli borghesi intellettuali e manuali avrebbero creato un nuovo cielo e una nuova terra, non ebbe luogo. E non ebbe luogo neanche il rinnovamento "borghese" di La Malfa. La discussione, che ho cercato di riassumere piu chiaramente che mi fosse possibile, sta sospesa fra una lettera del 13 e una del 28 marzo 1944. Quando e come cominciò? Quando e come finf? Abbiamo qui un frammento di una statua scomparsa: il Partito d'azione. È possibile ricostruire quella statua? Ragghianti ci aiuta a ricostruirla nel libro Disegno della liberazione italiana (Nistri-Lischi, Pisa 1954, 336 pp., lire 1000). Qui passiamo dai documenti alla istoriografia. Se gli amici de Il Mondo consentiranno, dedicherò un altro articolo a questo libro, dal quale molto ho imparato io, che ero allora lontano dall'Italia, e molto possono imparare anche quelli che vivevano in Italia. Per ora domando di anticipare quella conclusione che, a mio parere, si può ricavare dalla Lotta nel suo corso e dal Disegno della liberazione italiana. E la conclusione è che il dislocamento e la scomparsa del Partito d'azione furono dovuti ad una causa fondamentale: la convivenza nello stesso partito di due forme mentali, che non potevano non risultare incompatibili subito che il lavoro della ricostruzione avesse dovuto succedere a quello della demolizione. Una era la forma mentale di chi cercava di definire senza attardarsi in disquisizioni fideistiche i fini concreti, a cui si doveva mirare dopo la vittoria. E l'altra forma mentale era quella di chi prima di discutere qualunque piano di lavoro concreto immediato, voleva mobilitare le forze dei contadini, operai e piccoli borghesi dietro la bandiera della socializzazione totale. I primi si illudevano di trovare nelle classi medie e popolari consensi al loro programma concreto, e non sentivano che in politica non s1 mettono insieme seguaci senza spiegare una 356 Bibloteca Gino Bianco

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