Gaetano Salvemini - Scritti vari (1900-1957)

Quattro documenti va "la partecipazione del lavoro alla produzione"; "trasformava il latifondo, risolveva le questioni agrarie ecc. ecc." Lussu giudicava quello come un "programma di governo" buono per "una coalizione di fronte popolare decisa a mettersi all'opera di ricostruzione," arrivando al potere per "elezioni libere e pacifiche e senza mutamenti interni"; "c'è anche del socialismo come può esserci in un radicale, un socialismo rooseveltiano New Deal"; "concezione audace, ma borghese." Vi mancava la espropriazione di "tutta la grande borghesia industriale, agraria, bancaria, commerciale, edilizia," oltre a ignorare il problema delle relazioni fra Stato e Chiesa. Or non c'era da sperare che la "media borghesia italiana aderisse a realizzazioni cosf sconvolgitrici" e desse vita a un partito politico che se ne facesse campione. Quella media borghesia andava sempre piu orientandosi verso una formazione "politica liberale democratica, infinitamente piu distante dalle classi popolari che dalla grossa borghesia." I dieci punti di La Malfa sarebbero rimasti senza base non solo nella grande ma anche nella media borghesia, e avrebbero allontanato la massa operaia e contadina, la massa lavoratrice (di cui era parte la piccola borghesia che si guadagna la vita con il lavoro intellettuale e manuale). La classe operaia non sa che farsene di un partito come quello della media borghesia "sia pure audace e in sommo grado progressista." &sa può essere solamente attratta da un linguaggio "critico verso i socialisti tradizionali, ma sempre socialista," "un ideale socialista sia pure generico e imprecisato," "un grande Partito socialista che in sé concilia e fonde le esigenze spirituali manifestatesi in tutte le correnti socialiste vecchie e nuove: socialiste democratiche, socialiste, autonomiste, socialiste liberali, socialiste federaliste, socialiste repubblicane, socialiste cattoliche." [N. B. Non si parla di socialismo comunista.] Quanti vivono del proprio lavoro senza sfruttare il lavoro altrui (contadini, artigiani, tecnici, ceti impiegatizi-i, ecc.) devono venire a quel movimento socialista, ma un movimento socialista non può fondersi con la media borghesia. "Socialisti e borghesi progressisti possono battere strade parallele e convergenti per la ricostruzione dello Stato, ma non la stessa strada" (pp. 73-5). Ragghianti rifiuta il sistema di Lussu, perché proponeva al popolo "miti irraggiungibili" e "limitazioni, che, data la struttura naturale della società e dell'economia italiana, significherebbero soltanto una funebre avventura"; Lussu fa del "demagogismo socialista," del "blanquismo generico," del "massimalismo insurrezionale." Valiani piega piu verso Lussu che verso La Malfa e Ragghianti, cioè nega che il Partito d'azione possa essere "un partito di puri empirici, i quali sperino di fare delle migliorie a mezzo dell'apparato statale"; non basta essere "liberali di sinistra"; bisogna orientarsi verso il "liberalsocialismo"; bisogna "esprimere una iniziativa" italiana, che non sia né la russa né la angloamericana, ma "pure in forma equilibrata, deve essere iniziativa rivoluzionaria" (pp. 170-1). Valiani non si contenta, però, di sventolare la bandiera liberalsocialista, aspettando che la rivoluzione "equilibra3i55 Bibloteca Gino Bianco

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