Gaetano Salvemini - Scritti vari (1900-1957)

Fra storia e politica finita per sostenere il programma monarchico di Churchill. Bianco, nelle montagne piemontesi e francesi, non poteva veder chiaro nei piani politici di Churchill. Scrive che "a torto o a ragione" c'era "la impressione che la mancanza di rifornimenti aerei alle formazioni politiche fosse il frutto di un deliberato proposito, di un preciso calcolo politico" (p. 51). Ma qualche sospetto deve averlo avuto, mentre scrive i Venti mesi. Infatti attribuisce certi atteggiamenti degli "autonomi" o "badogliani" - come piu comunemente erano chiamati -, a "ragioni che in. parte adesso sfuggono, e in parte non è il caso di raccontare" (p. 104). Agosti e Venturi hanno fatto seguire nel volume ai Venti mesi il diario che Bianco tenne dal 5 novembre 1943 al 19 febbraio 1945. Quell' uomo faceva con metodo tutto quello che faceva. Serve di corredo al Dian:o una Relazione sul rastrellamento nel Vallone dell'Arma, aprile 1944, tentato dai tedeschi, e non riuscito: autore Nuto Revelli, "Comandante della IV Banda," e autore del bellissimo Mai tardi, sulla ritirata degli alpini · italiani in Russia. Una terza parte del libro ci dà lettere, rapporti e scritti partigiani, che cominciano il 15 marzo 1944, e finiscono con una stupenda lettera di Bianco alla madre, 15 maggio 1945. La raccolta si chiude con due discorsi commemorativi pronunciati da Bianco 1'8 giugno 1947 e il 18 ottobre 1948; un "Esposto" del 17 dicembre 1944, dovuto a Nuto Revelli, sull'attività militare della Brigata Valle Stura "Carlo Rosselli" ·e sui suoi rapporti politici col "maquis" e le autorità militari francesi; e il testo delle istruzioni date il 20 aprile 1945 alle formazioni partigiane, che avevano il compito di concentrarsi su Cuneo per scacciarne i tedeschi e gli "elementi neri," opere, queste ultime, di Ettore Rosa, "comandante della V zona." Non sarà possibile fare la storia della resistenza piemontese, ignorando questa massa di materiale prezioso. Ma veramente quella storia fu fatta "ne varietur" da Bianco nei Venti mesi. E nessuno poteva farla meglio di lui, che era stato commissario politico, cioè guida morale in quella guerra, e ne aveva i ricordi freschi nella memoria, mentre scriveva. Quante pagine si vorrebbero segnalare in questa raccolta I A qualche gioiello non posso rinunziare. Nell'aprile del 1944, durante il rastrellamento tentato dai tedeschi, in un momento in cui le palle si quetano di qua e di là, a pochi metri dai tedeschi, "arriva," scrive Nuto Revelli, "una donnetta con pane e uova e latte, sa che dal mattino stiamo combattendo ed ha pietà di noi"; poi raffiche a non finire-; i partigiani sfuggono al rastrellamento: "e quella donnetta sperduta nel combattimento?" (pp. 223-4). Nell'agosto del 1944, in Valle Gesso, "ragazze e donne portarono a spalla, con rischiose corvées, bombe alle postazioni dei mortai, sostituirono i partigiani ai telefoni o in altri servizi, mentre i valligiani, anche anziani, accorrevano per partecipare pur essi al combattimento" (p. 108). Sarebbe stata possibile la 352 BiblotecaGino Bianco

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