Gaetano Salvemini - Scritti vari (1900-1957)

Fra storia e politica stesso, come questa relazione semplice, scarna, senz' odio oggi, come senza paura ieri, nella quale non si inciampa mai - sia ringraziato il cielo - su la parola eroismo. Essa ha fatto su me un'impressione cosI profonda come le Lettere dei' condannati a morte raccolte da Malvezzi e Pirelli. Mentre scrivo, il cuore ritorna a battermi cosI come quando leggevo, e un singhiozzo mi chiude la gola. Grazie, caro Caleffi, amico a me prima sçonosciuto, perché raccontandomi il male che sopportasti e superasti, e lasciandomi intravvedere la figura della tua Mary, mi hai fatto sentire piu intensamente i miei doveri verso tutti coloro che soffrirono come te e con te la tua Mary - e i piu non sopravvissero. Col libro di Dante Livio Bianco, Guerra Partigiana, raccolta di scritti a cura di Giorgio Agosti e Franco Venturi (Einaudi, Torino 1954, pp. XXVI, 460, lire 2500), passiamo dalla sofferenza alla lotta - lotta dura, ma finalmente vittoriosa. L'Agosti e il Venturi, che hanno curato questa raccolta, dedicano ap- · pena una mezza pagina alla vita di Bianco anteriore al settembre 1943. Fu, infatti, fino a questa data, vita senza eventi insoliti. Nacque nel 1909 - accidente che succede a tutti; fece il ginnasio-liceo a Cuneo, e si iscrisse a legge nell'università di Torino nel 1926 - e anche questi sono guai che capitano a tutti. All'università trovò maestri come Luigi Einaudi, Francesco Ruffini, Gioele Solari - fortuna che non succede a tutti. Nel 1928, gli studenti fascisti fecero una volgare dimostrazione contro Ruffini, che nel Senato aveva criticato la riforma elettorale mussoliniana; Bianco fu con Sandro Galante-Garrone, Aldo Garosci, Giorgio Agosti, Ludovico Geymonat, Modesto Soleri e gli altri che si opposero alla gazzarra, e fu duramente bastonato. Ma neanche allora cominciò a prender parte continua ad attività antifasciste; era antifascista, sf., ma badava ai suoi studi. Laureatosi, fece nel 1932 l'esame di procuratore legale, e nel gennaio 1937 prese moglie. E anche queste cose succedono a tutti. Ma non succede a tutti di sposare una donna intelligente, energica e generosa come la sua Pinella, che quando vennero le ore difficili, doveva essergli compagna impareggiabile. La guerra d'Etiopia, la guerra di Spagna, le malvagità antisemite non lo trassero nell'antifascismo attivo. Ma nel 1940, quando era chiaro che si era aperta per l'Italia la via verso la catastrofe, diventò "politico" anche lui; il Partito d'azione lo annoverò fra i primi; e subito dopo 1'8 settembre, parti con Duccio Galimberti e pochi altri per la montagna. N " " N' 1 1· . d. . ' l'O on era un compromesso. e a po 1z1aor mana, ne vra avevano sospetti su quell'avvocato tutto preso dalla professione. Andandosene· a far "la guerra di bande" mandò a catafascio la professione di cui viveva, e si mise in serie difficoltà finanziarie. Avrebbe potuto "tenere la fiaccola sotto il moggio" per rivendicare, a tempo debito, i diritti che spettavano a chi non aveva fatto niente. Ma lui quel che faceva, lo faceva sempre fino in fondo. E questo non succede a tutti. Pinella lo approvò, e fece la sua parte in quella seconda linea della 350 BiblotecaGino Bianco

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