Fra stot·ia e politica della Resistenza italiana vadano a finire sotto le unghie dei militari regolari? I francesi cominciarono a scrivere la storia della loro Resistenza prima che quella Resistenza cominciasse. Io lessi in America un libro pieno di vita e di... immaginazione: La guerre des ombres, quando in Francia c'erano appena le prime ombre delle future ombre. Manifesti. scritti e stampati a Londra, e (forse) fatti cadere in Francia da aeroplani venuti da Londra, erano religiosamente mostrati in America nelle "esposizioni" della Resistenza francese, come scritti e stampati clandestinamente ed eroicamente in Francia. Non appena avvenuta la "liberazione" uno stuolo di belle figliuole "partigiane" fu spedito dalla Francia in America in uniforme a raccontare le glorie della "Resistenza" francese. Non raccontavano mica delle balle. Esse avevano partecipato alla Resistenza negli ultimi tempi e raccontavano fatti veri, verissimi. Una, piena di vita come un granellino di pepe e bella come un angioletto, l'avrei presa per moglie io, se non ' avessi avuto piu di 70 anni e non fossi stato ammogliato per giunta. Raccontavano, ripeto, fatti veri, ma non raccontavano ... il resto. Il Governo francese e le alte autorità militari francesi hanno compreso la utilità di creare una leggenda della Resistenza francese, anche se è necessario mescolare il dieci per cento di realtà col novanta per cento di poesia. La Francia, si sa, è il paese dei Tre Moschettieri. Se voi parlate cinque minuti con un francese, anche se non è degaullista, voi vi convincerete che la Seconda guerra mondiale l'ha fatta solamente De Gaulle e l'ha vinta tutta lui. In Italia i militari di professione non hanno l'intelligenza neanche dei militari francesi, che non è molta. Non riescono a perdonare i partigiani italiani che hanno fatto quanto i loro generali non riescirono a fare né in Grecia, né nell'Africa orientale, né nell'Africa settentrionale, né in Russia, né nella stessa Italia settentrionale al tempo della Repubblica di Salò e del loro Graziani. In Italia, lo "Stato" - cioè l'alta burocrazia civile e militare, piu i politicanti influenti, che per nove decimi sono quello che sono - non intende far conoscere agli italiani e ai non italiani quello che fu la Resistenza dell'Italia antifascista con tutte le sue ombre (che dire delle ombre che accompagnano nella guerra gli eserciti regolari?). Furono le Cinque Giornate di Milano, che durarono mesi e mesi, non in una sola città, ma in tutta l'Italia del centro e del nord. Per la prima volta, i contadini parteciparono attivamente alla storia della nazione non piu come forze reazionarie. Infatti stettero con quei partigiani che facevano la guerra ai loro polli, e non con quegli ufficiali delle forze regolari che non facevano niente, e meno che mai con le bande nere, col principe Borghese, coi tedeschi e coi mongoli. Fra i due mali ... Un ufficiale di Stato maggiore questi fatti non li può capire. E c'è qualcuno in Italia che vuole affidare a quella gente là i documenti della Resistenza italiana? Fortunatamente, fra i lettori de Il Ponte, qualcuno, Giorgio Vacca348 BiblotecaGino Bianco
RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==