Gaetano Salvemini - Scritti vari (1900-1957)

Per la storia della Resistenza1 Fui preso da un accesso di timor panico, quando lessi nel Ponte dell' aprile un articoletto, in cui si proponeva che lo "Stato" raccogliesse i documenti della occupazione tedesco-fascista e della Resistenza italiana dal settembre del 1943 all'aprile del 1945. Lo "Stato," in questo caso, sarebbero gli Stati maggiori dell'esercito, della marina e dell'aviazione. Date a quello "Stato" l'incarico di raccogliere quei documenti e state freschi. Avrete la storia fatta alla rovescia. Nella città di Roma gli ufficiali delle forze regolari fecero per Badoglio "servizio di informazioni'' e non di "Resistenza." La "resistenza" la fecero i civili, nonché "qualche" ufficiale inferiore delle forze regolari, resosi... irregolare. Ma quando gli Alleati entrarono in Roma, tutte le macchine dattilografiche dei militari professionali si misero a inventare la storia di una "Resistenza" che non era mai esistita. Agenti degli Stati maggiori si sparsero ovunque per "reclutare," a scattamento ritardato, quanti piu "partigiani" volessero secondare i loro trucchi. I capigruppo, che cedevano i ruolini dei loro seguaci, erano aggregati alle forze militari regolari, ricevevano il "soldo arretrato" e compariranno come fedeli agenti "badogliani" nelle storie scritte dallo "Stato." Anche nel film Roma Cz'ttà Aperta - degno di ammirazione sotto tanti rispetti - coloro che combattono i tedeschi si dividono solamente in cattolici, "badogliani" e comunisti. Dei "resistenti," che non erano né cattolici, né badogliani, né comunisti, e che in Roma dettero il massimo numero di morti, non una parola! Nell'estate 1947, visitando l'Italia settentrionale, fui colpito dalla campagna ,di vilipendio, che le forze militari regolari avevano organizzato contro i partigiani. Non tutti i partigiani erano stati stinchi di santo. Come dice l'Abbé Coignard di Anatole France, da che mondo è mondo la guerra che i soldati (regolari e irregolari) di tutti i paesi hanno sempre profondamente sentita e sinceramente combattuta, è stata quella contro i polli dei contadini. Non mi era difficile immaginare che i partigiani non avevano fatta eccezione alla regola. Qua e là essi stessi dovettero sbarazzarsi alla spiccia di compagni, e anche di capi, che... esageravano. Ma c'era in quegli uomini qualcosa di piu. E questo qualcosa di piu non c'era stato fra quegli ufficiali delle forze regolari - i piu -, che dopo lo sbandamento se ne erano stati tranquilli a casa a vedere come andava a finire; mentre i partigiani facevano la guerra non solo ai polli, ma anche ai tedeschi, alle bande nere, al principe Borghese e ai mongoli. Sissignori, c'era stato qualche cosa di piu. Ora domando ad ogni uomo di buon senso: volete che i documenti 1 Da "Il Ponte," ottobre 1948, pp. %7-968, a firma "Gaetano Salvemini." [N.d.C.] 347 Bibloteca Gino Bianco

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