Fra storia e politica cese era stato rovinato da bande di partigiani - come li chiameremmo noi oggi -, cani sbucati da tutte le parti per sbranare il lupo. Né il Bianco né Mazzini si rendevano conto della differenza che c'era fra le condizioni della Spagna durante l'insurrezione contro Napoleone, e quelle dell'Italia nell'insurrezione da essi auspicata, contro l'Austria e i sovrani vassalli dell'Austria. I contadini spagnuoli, cattolici, si erano battuti sotto la guida di preti e frati, contro soldati che simboleggiavano per essi il regime napoleonico carceriere del papa. Se le popolazioni rurali spagnuole non avessero partecipato ai moti antifrancesi, o almeno non li avessero favoriti con la loro simpatia, i soldati di Napoleone starebbero ancora oggi in Spagna a dormire sonni tranquilli. Simili alle condizioni psicologiche dei contadini spagnuoli erano quelle dei contadini italiani. Questo vuol dire che le bande vagheggiate da Mazzini avrebbero dovuto essere guidate da uomini, verso i quali il basso clero e i contadini italiani sentivano tanta avversione quanta ne avevano avuto i contadini spagnuoli contro i soldati francesi. Nelle popolazioni rurali italiane i rivoluzionari di Mazzini avrebbero trovato, non seguito o consenso, ma resistenza attiva o inerzia ostile. Mazzini aspettava miracoli dal "popolo" - un popolo italiano che egli non conosceva per esperienza diretta, e nel quale assai tardi arrivò a distinguere le masse rurali dall'artigianato cittadino - e lo idealizzò sempre romanticamente come depositario di ogni perfezione e capace di ogni eroismo. La guerra per bande l'avevano fatta nel 1799 i contadini dell'Italia meridionale contro i francesi, al comando del cardinal Ruffo. Questi sbarcò a Reggio Calabria, non a capo di mille uomini come Garibaldi in Sicilia nel 1860, ma accompagnato da non piu che un segretario e un cameriere. E in pochi mesi le bande raccolte intorno a lui riportarono trionfalmente a Napoli il loro re. Esse furono formate e condotte dagli stessi elementi sociali, e mosse dalle stesse passioni, che dovevano scatenare le bande spagnuole dieci anni dopo. Un'altra guerra per bande la fecero contro i "piemontesi" i contadini dell'Italia meridionale, dopo il 1860, per molte e diverse ragioni, prima fra tutte la coscrizione militare piovuta sul loro capo da un momento all'altro come un fulmine del cielo. I fratelli Bandiera sbarcarono in Calabria nel 1844, illudendosi di promuovervi una "guerra per bande" sul modello mazziniano. Fecero la fine che tutti sanno, fra popolazioni ostili. Con tutto questo, nel 1849, Mazzini ripubblicò lo scritto del 1833, e lo ripubblicò nel 1853, associandolo con una "istruzione per le bande nazionali" che consisteva di ben quarantuno avvertimenti (Scritti editi e inediti, ed. Nazionale, III, x, 197-241). Pisacane, nel 1857, credé di potere iniziare la guerra per bande nel Salernitano, e fece una fine anche piu tragica che quella dei fratelli Bandiera. La guerra per bande sognata da Mazzini durante tutta la vita ebbe luogo in Italia dall'autunno del 1943 alla primavera del 1945. Fu possibile perché dietro agli uomini, che rischiavano la vita nei colpi di mano contro i tedeschi e contro le brigate nere, c'era una seconda linea, che provvedeva i viveri, nascondeva i feriti e proteggeva la fuga degli sconfitti. I 344 BiblotecaGino Bianco
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