Gaetano Salvemini - Scritti vari (1900-1957)

La guerra per bande mente le reazioni locali alle vicende della guerra in Abissinia, dalla iniziale sorda ostilità all'impresa, attraverso speranze che si accendono e si spengono che andando male essa sbarazzi gli italiani del benamato duce, col trionfo finale del duce medesimo. E poi la guerra sul serio, che tutti sentono vicina a cominciare dal 1938. E nella primavera del 1940 la speranza che il re e la sua famiglia si oppongano all'intervento italiano, e la delusione perché non si sono fatti vivi. Quegli uomini e quelle donne, che per venti anni opposero al regime fascista un'invincibile resistenza passiva, e lo obbligarono a disonorarsi con rappresaglie stupide e brutali, furono i veri preparatori della resistenza armata, che doveva cominciare nel settembre 1943. Fecero assai meglio che non potessero fare i fuorusciti: questi avevano in Italia scarse propaggini adatte piu a turbare i sonni al duce e ai suoi, che a promuovere insurrezioni, nonché rivolte. Oserei dire che gli stessi antifascisti. che andarono in prigione, per quanto abbiano sofferto piu che i fuorusciti per necessità e che gli esuli inattivi in patria, non ebbero nel preparare gli avvenimenti del 19431945 la stessa parte che ebbe la resistenza passiva del ventennio. . Sarebbe desiderabile che lettere come quelle della Salvadori fossero salvate dall'oblio. Non scapiterebbero in nulla, come documenti morali, in confronto alle stupende Lettere dei condannati a morte raccolte da Piero Malvezzi e da Giovanni Pirelli, delle quali è uscita recentemente la quarta edizione. Non si tratta solamente di ricostruire storicamente la storia - la vera storia - del popolo italiano in uno dei periodi piu malinconici di quella storia, ma anche di contribuire alla educazione di un vigore morale, che potrebbe essere chiamato, quando meno si crede, a dare nuove prod . , ve 1 se. · La guerra per bande1 Nel 1833, in attesa della generale insurrezione italiana, che egli credeva imminente, Mazzini fece suo il piano della "guerra per bande" delineato alcuni anni prima dall'antico colonnello piemontese, esule dopo i moti del '21, Carlo Bianco di Saint Jorioz (Della guerra nazionale d'insurrezione per bande applicata all'Italia, 2 voll., Italia 1830, pubblicati anonimi). La tecnica di quelle guerre per bande era stata suggerita al Bianco dalla insurrezione spagnuola contro Napoleone, nella quale l'esercito fran1 Da Aspetti della Resistenza in Piemonte; a cura dell'Istituto storico della Resistenza in Piemonte, Torino 1950, a firma "Gaetano Salvemini." [N.d.C.] 343 Bibloteca Gino Bianco

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