Una traccia sul mare "Quei 'ribelli' sono gente tremenda" (p. 146): "gli sloveni, piu progrediti, e i croati meno progrediti; ma piu terribili" (p. 180). "La fantasia crea mille pericoli: gente all'agguato come fiere, e quel bosco diventa l'immagine della loro primitività e della loro ferocia" (p. 163). Non nesce a capirli: "dalle loro facce non traspariva neanche l'odio" (p. 178). Con tanto ardore si battono per qualcosa che mi sfugge, ma certamente porterà alla morte di tutti loro o alla loro libertà [ ...] . Quell'uomo, che ora ara tranquillo, tra un minuto prenderà il fucile, e sparerà [ ... ]. Lui, il ribelle, non sa che quell'atto può provocare la morte sua e quella della sua famiglia e<l ancor piu può significare grande sciagura per la sua gente. Ignaro, sicuro, come spinto dal destino, egli punta calmo e spara. A nessun esame può reggere un atto siffatto, perché tutto sembra essere contro di lui [ ... ]. Lui va nel bosco, solo con un fucile, vive non si sa come, ma sic'tuo piu che se stesse a casa. E noi che andiamo incontro a prenderlo, subiamo il suo fascino e ci lasciamo colpire senza riuscire mai a raggiungerlo [ ... ]. Non lasciano morti sul terreno, non lasciano feriti [ ... ] . Ancora siamo forti da poterli ammazzare tutti; ma la loro forza sta in una nostra strana perplessità [2 aprile, pp. 103A ]. Falco non riesce a capire che quell'uomo, che se ne va nel bosco a vivere non si sa come, vuole "la libertà," ma una libertà che non ha nulla da vedere con la libertà-non libertà dei sonnambuli gentiliani. La sua libertà è quella casetta, quel fazzoletto di terra e di bosco, quella donna, su cui nessuno deve metter la mano. Una volta Falco diceva che, finché gli uomini non fossero disposti a morire, non ci sarebbe stata rinascita. Ed ora che incontra uomini disposti a morire, non li capisce! La filosofia gentiliana lo ha accecato. Ma se l'intelligenza è stata resa insensibile a certi valori morali, il suo cuore sente un fascino, una "strana" perplessità. "Fra queste nebbie e questi fumi deve vagare un'anima in cerca di un po' di chiaro; in mezzo a qu~sti boschi qualcuno deve tormentare un'anima, e, quando scende la notte, quell'anima oppressa canta lentamente una nota bassa, come se piangesse. Canta in un cascinale quindi, fuori la cinta, e fa innervosire le sentinelle. 'Signor tenente, ogni sera quello H canta; se lo riesco a vedere, gli tiro.' Ed io lo lascio dire e fare, ma la mia anima è compresa di quel canto e di quella tragedia che un giorno o l'altro avverrà" (Il febbraio, pp. 258-9). Falco non troverebbe strana la propria perplessità, se riconoscesse che essa scaturisce da una sorgente profonda, che la educazione gentiliana non ha saputo inaridire: quel senso di umanità, che è per l'italiano una seconda natura. Quella perplessità ha tolto ogni mordente alla frenesia antisemita di Mussolini, non ha prodotto in Italia nessuna iena di Buchenwald, non vi tollera forni crematori per ebrei, e fra poco condurrà migliaia di contadini ad assistere, senza compenso e a rischio della vita, migliaia di prigionieri di guerra fuggiaschi dai campi di concentramento, quale che sia la loro lingua, perché tutti sono egualmente "figli di mamma." Romain Rolland diceva che questo è il popolo piu umano della terra: debolezza? forza di difesa? Falco è un frammento di quel popolo. 331 Bibloteca Gino Bianco
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